
“È inaccettabile che si continui a usare la salute dei cittadini come strumento di lotta politica. Il mancato via libera all’uscita della Campania dal piano di rientro sanitario non ha giustificazioni tecniche, ma solo un sapore amaro di calcolo elettorale.” Lo dichiara Sergio Costa, vicepresidente della Camera, commentando la decisione del Ministero della Salute di mantenere la Campania sotto commissariamento.
“I dati sono chiari: nel 2023 la Campania ha performance migliori di molte regioni che non sono in piano di rientro, né commissariate. Liguria, Abruzzo, Calabria – tutte governate dal centrodestra – sono in rosso su almeno uno dei tre indicatori principali (prevenzione, medicina distrettuale, ospedaliera). Eppure nessuno interviene. Perché? Perché qui si commissaria e altrove si tace?”
Costa aggiunge: “Stiamo parlando della salute delle persone. Del destino di ospedali, ambulatori, presìdi territoriali. Di un’intera regione costretta a lavorare con le mani legate dietro la schiena, mentre altre – con parametri peggiori – sono lasciate libere per motivi politici. Chi oggi tace è complice.”
“Questa scelta blocca nuove assunzioni, limita gli investimenti, rallenta l’ampliamento di servizi essenziali. Significa meno prevenzione, meno medicina di prossimità, più disuguaglianze. Chiusura dei punti nascita, di centri per le analisi convenzionati. È un colpo durissimo per i territori più fragili.”
Il vicepresidente Costa conclude: “Questa è l’occasione per fare fronte comune. Perché i cittadini della Campania meritano giustizia, non ricatti politici. Il governo corregga immediatamente questa scelta miope e discriminatoria.”
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