
«In Campania si vive tre anni in meno rispetto al Trentino. È un dato che grida vendetta e che racconta meglio di ogni altra cosa il fallimento di un sistema sanitario a due velocità». Lo dichiara il Vicepresidente della Camera dei Deputati, Sergio Costa, commentando i dati del Rapporto Meridiano Sanità.
«Nel Mezzogiorno aumentano i casi di tumori, malattie cardiovascolari e diabete, mentre l’accesso ai servizi di prevenzione resta drammaticamente limitato. Questo significa che un cittadino campano, calabrese o siciliano non ha le stesse possibilità di vivere in salute di un cittadino del Nord. È una disuguaglianza intollerabile, che mette in discussione il principio stesso di uguaglianza sancito dalla Costituzione».
Costa punta il dito contro l’inerzia del governo: «Si taglia sulla sanità pubblica, si depotenziano i servizi territoriali, si lasciano soli i medici e si rinvia ogni riforma sulla prevenzione. Così si condanna il Sud a restare indietro, e si mette a rischio la salute di milioni di italiani. Non è accettabile».
«La prevenzione deve tornare al centro delle politiche sanitarie: significa investire negli screening precoci, proprio perché ci si ammala prima, nell’educazione alimentare, nella qualità dell’aria e nell’assistenza di prossimità. Dove si fa prevenzione, la vita si allunga. Dove si taglia, la si accorcia. Il governo deve scegliere da che parte stare: con la salute dei cittadini o con i bilanci da tagliare» conclude Costa.
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