
Il nostro amato territorio è un bazar di tesori lasciati da chi lo ha vissuto. Ma mentre pochi tesori vivono alacremente il presente, molti di questi finiscono nel dimenticatoio. Come la città perduta di Saticula. Importante centro commerciale della Confederazione sannita, era la vera porta del Sannio antico e sorgeva in un luogo strategico, tra il Taburno, il Partenio e i monti Tifatini.
Affrontando una rapida ricerca sul web si scopre che la sua posizione non è ancora certa; nonostante ciò, per la localizzazione dell’abitato sannita esistono due scuole di pensiero. Infatti, mentre il sito istituzionale del Comune di Sant’Agata de’ Goti ne descrive l’origine proprio in Saticula, Treccani riporta l’ipotesi che, dovendo la città essere all’imbocco delle famose Forche Caudine, la sua posizione poteva dunque ragionevolmente essere nei pressi della Stretta di Arpaia.
Ed infatti è proprio questa la parte più interessante della storia. La posizione di Saticula si intreccia con un altro importante mistero, ad essa collegata: le famose Forche Caudine. Per poter capire il collegamento tra i due misteri dobbiamo fare un salto nel tempo di circa duemila anni, attraverso le parole di Tito Livio.


di Francesco Cimmino
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE NUMERO 214
FEBBRAIO 2021
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