
Le premesse a quanto andrò a scrivere per alcuni possono sembrare ultronee ma è invece necessario chiarire alcuni concetti: nonostante il gioco d’azzardo legale, sia le cui puntate siano effettuate attraverso apparecchi su rete fisica nazionale, che on-line, stia rovinando intere famiglie da Nord a Sud del Paese esso è considerato un’attività lecita quando viene erogata ai cittadini dallo Stato (senza soffermarsi su quanto e se sia giusto o moralmente condivisibile); illeciti invece si riscontrano in quelle reti che, gestite dalle consorterie mafiose, offrono di “giocare” non solo in violazione delle attuali normative vigente nel mercato del gioco ma soprattutto con regole non scritte cui si fa appello in caso di vincita e o per qualsiasi altro eventuale disguido.
Rilievi che se accorpati per tutti gli ultimi 5 anni, ovvero dal 2015 al 2019, ci dicono che le dimensioni del gioco sono in costante aumento con un +25,3% di raccolta, +14,4 di Spesa e più incassi per l’Erario del 29,5%.
E proprio la diversificata offerta del settore del gioco ci dice che su rete fisica si gioca prevalentemente alle slot machine, alle Videolottery, ai Gratta e Vinci e al Lotto: queste 4 tipologie di gioco hanno raccolto nel 2019 circa 64 miliardi di euro di giocate (l’86% del totale registrato su rete fisica). Mentre per quanto riguarda la tipologia di raccolta online, ad incidere sull’aumento complessivo della rete telematica sono i cd. Giochi di carte e giochi di sorte a quota fissa, 64% della raccolta totale online. In aumento anche i giochi a base sportiva (le scommesse), mentre fa registrare un calo il Poker Cash.
Insomma il gioco d’azzardo da un po’ di tempo sembra essere mutato e ha generato una nuova forma di patologia, la ludopatia, che è a tutti gli effetti una dipendenza, definita anche come “la droga del XXI secolo”. La doppia faccia di una medaglia che se da un lato lascia sfogo ad un fiume di danaro che annualmente inonda il settore, ha dall’altro come suoi argini la solitudine e l’isolamento dell’uomo moderno, che nei casi più gravi lo portano a rovinare la sua vita e quella dei suoi affetti più cari. Ma non solo. La dinamica che si ritrova a vivere una famiglia è una sorta di inferno dantesco dove da una parte c’è il giocatore, che in modo compulsivo mette a rischio la sua stessa esistenza, arrivando spesso a indebitarsi, e dall’altra ci sono i familiari: madri, mogli e appunto figli, che vengono annientati psicologicamente e fisicamente, tentando ogni strada possibile spesso senza ottenere risultati.
È anche questa una sfida che non si deve sottovalutare e che deve esortare a tenere alta la guardia contro un nemico che incanta con il sorriso facile della leggerezza, ma può condurre il malcapitato nel buio profondo.
di Antonio Di Lauro
La legge organica in materia di intelligenza artificiale (da qui in poi “AI”), approvata in via definitiva dal Senato il ...
Il Carnevale di Palma Campania è una manifestazione di antichissima tradizione, che assume una rilevanza centrale per la com...