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Magazine di promozione culturale, periodico mensile gratuito, che nasce nel 2002 a Castel Volturno, fondato da Tommaso Morlando, in concomitanza con una forte attività associazionistica praticata dal Centro Studi Officina Volturno sul territorio, in termini di salvaguardia ambientale e testimonianza contro la criminalità organizzata.

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SPECIALE. Il magistrato e la società civile: l'intervento dell'Assessore Mario Morcone

Gennaro Alvino
Gennaro AlvinoRedazione Informare
18 luglio 20228 min di lettura

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SPECIALE. Il magistrato e la società civile: l'intervento dell'Assessore Mario Morcone

Indice (1)

  • 1Le sue dichiarazioni per Magazine Informare
Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere si è fatto promotore di un convegno di gran rilevanza e per la cui sede è stata scelta Castel Volturno: città simbolo di enormi potenzialità che hanno avuto difficoltà ad emergere a causa di un connubio tra malagestione politica e criminalità organizzata. Il convegno ha un titolo emblematico: “La valorizzazione del territorio: il ruolo della società civile e il contributo del magistrato”. Ad esplicitare questo tema autorevoli relatori del mondo della magistratura e dell’avvocatura. Di seguito l’intervento dell’Assessore alla Legalità e alla Sicurezza della Regione Campania Mario Morcone:
«Il tema proposto dal convegno è perfettamente in linea con il mio pensiero, ovvero credo che i magistrati, nel rispetto dei propri ruoli, debbano conoscere più profondamente i territori in cui operano. A Castel Volturno ho avuto modo di conoscere belle realtà come TamTam Basket, i ragazzi di informare e la FAI, che ricordo avere sul territorio il Presidente nazionale Luigi Ferrucci; a queste possiamo aggiungere esperienze fantastiche come il Centro Fernandes, l’ambulatorio di Emergency e i Padri comboniani.
Tali realtà nascono dalla passione civica per questo territorio e dalla voglia di rispettare le persone che vi abitano, ma tutto questo non può bastare. Non possiamo tracciare una versione oleografica di Castel Volturno poiché è giusto ricordare i problemi ancora insistenti. Nella mia carriera ho ricoperto il ruolo di Capo di Dipartimento dell’Immigrazione e delle Libertà Civili nel 2006 ed ho proseguito fino all’anno successivo, per poi diventare Capo di Gabinetto del Ministro dell’Interno.
Già durante quel periodo Castel Volturno era il centro di un problema mai affrontato con la giusta serietà e concretezza risolutiva. Di questo me ne assumo in parte la responsabilità, dato il mio ruolo, ma questo alleggerimento è stato dettato soprattutto dall’alternarsi di posizione politiche unicamente strumentali al consenso elettorale. Ogni volta che si facevano dei passi in avanti c’erano poi subito delle retromarce legate alla necessità di interpretare la “pancia” della gente e seguire il consenso.
Naturalmente il momento peggiore è arrivato con il Decreto Sicurezza di Matteo Salvini: una vergogna nazionale. È stato necessario un anno, quasi un anno e mezzo, per andare lì a cancellare quella vergogna con un provvedimento. Nel Decreto Sicurezza era abolita la protezione umanitaria, che è una protezione speciale che fa riferimento ai nostri valori costituzionali. Sono fiducioso perché convinto che tali valori saranno sempre il nostro faro e uno come Salvini non riuscirà mai a “toccarli”.
Quando visito Castel Volturno in tanti mi chiedono come mai non tiriamo fuori da una condizione di irregolarità le persone che sono qui da anni; persone che ormai hanno qui una famiglia. Ritengo sia questo uno dei grandi problemi di Castel Volturno. A queste persone, infatti, diventa difficile chiedere la responsabilità di comportamenti corretti quando versano in uno stato di totale illegalità.
C’è bisogno adesso di trovare la forza di affrontare questo problema. C’è sicuramente una buona intesa di fondo, ne abbiamo già parlato con il Capo di Gabinetto del Ministero dell’Interno, con il Prefetto ed il Questore di Caserta e poi naturalmente con il Capo di Dipartimento del Ministero. Tutti noi però ancora non riusciamo a muovere qualcosa, e parlo di Castel Volturno perché è un fenomeno che a macchia d’olio ha un effetto nazionale, poiché sono due anni che i cittadini hanno fatto domanda di emersione, anche in grandi centri urbani, senza ricevere alcuna risposta.
Qui stiamo parlando di diritti negati poiché se io ti faccio una domanda, e spendo i soldi per fare questa domanda sulla base di una norma che prevede la mia emersione da una condizione di irregolarità, una risposta me la devono dare! Che sia questa positiva o negativa, ma me la devono dare. D’accordo che poi sono arrivati gli afghani, poi sono arrivati gli ucraini, ma non puoi attribuire loro una responsabilità che è solo tua perché non sei in grado di dare delle risposte.
Questo è uno dei tanti problemi di Castel Volturno. È una vergogna perché poi l’informazione tiene sotto il tappeto questa lesione di diritti, ed è gravissimo perché queste persone hanno il diritto di sapere se gli spetta o no il permesso di soggiorno. Salvo poi i mesi che ci vogliono per averlo. Ci portiamo dietro un degrado che ha inizio negli anni ’80. Tanto hanno fatto le associazioni per il territorio, ma tanto si deve ancora fare. C’è naturalmente una situazione di abusivismo edilizio terrificante; ci sono tanti beni confiscati da riutilizzare e valorizzare e qui il comune deve rinnovare passione e impegno.
Per quanto riguarda l’amministrazione non posso che dare atto al sindaco, perché so che l’amministrazione è molto gracile rispetto ai problemi di questo territorio. La Regione sta cercando di intervenire con una serie di finanziamenti soprattutto per il problema dei reflui e dell’impianto delle fognature, che è adesso una priorità assoluta rispetto a tutto il resto. Ci sono poi anche le richieste, giustamente, alla Magistratura per quanto riguarda gli abbattimenti da fare e la valorizzazione dei beni confiscati.
Stanno arrivando tanti soldi dal Pnrr ed è necessario che abbiano una buona ed efficace direzione, per questo è così importante il convegno. Con tali finanziamenti bisognerà stare con gli occhi aperti per aiutare il sindaco nel loro utilizzo ed evitare l’infiltrazione di organizzazioni criminali.
I clan non sono morti, ma sono stati costretti a fare dei passi indietro e a cambiare modus operandi; purtroppo è rimasta una mentalità deviata in alcune persone, le quali non fanno altro che avvelenare un contesto complessivo animato dalle belle esperienze prima citate. Oltre le realtà sociali menzionati, tengo a ricordare l’impegno del Centro Laila, che assiste bambini di famiglie che versano in gravi condizioni di povertà. Mi piace ricordare, poi, una realtà che mi ha fatto sgranare gli occhi, anche a causa di una mia particolare sensibilità: il Buffalo Garage, officina volta alla riparazione di auto d’epoca…tra le più importanti d’Italia.
Non possiamo solo affidarci a queste positività, le Istituzioni devono avere il coraggio di sostenerle con generosità, mettendo da parte l’ottusità amministrativa che ancora ci offende».

Le sue dichiarazioni per Magazine Informare

Il Prefetto Mario Morcone guida, oggi, l’assessorato regionale con competenza sui temi di legalità, sicurezza e immigrazione. Deleghe di gran rilevanza, soprattutto per territori come Castel Volturno, dove c’è necessità di risposte dalle Istituzioni per portare avanti una vera e propria rinascita. L’Assessore, partendo dal comune castellano, ha riflettuto sull’importanza strategica dei fondi del Pnrr e la necessità di allontanare le mafie da tali risorse.
Castel Volturno è un territorio che negli anni ha risentito molto la presenza della criminalità organizzata. Una presenza ingombrante che ha oscurato le tante eccellenze che questo posto sa offrire. Oggi Castel Volturno sta tornando a splendere e lo si deve soprattutto a tante associazioni. Però, quest’ultime sono, troppo spesso, dimenticate dalle Istituzioni. Quanto è importante la loro intraprendenza?
«La risposta è già nella domanda. Tutto ciò che c’è di positivo, che è stato fatto e si sta realizzando, è frutto della passione e dell’impegno di tante associazioni, privati ed organizzazioni, sia laiche che cattoliche, che si sono spese e tutti giorni si spendono per Castel Volturno. Certamente ha avuto meno incidenza lo sforzo dello Stato e dell’amministrazione locale».
La camorra è una presenza che oggi si vede di meno, ma che in realtà ha cambiato pelle. Secondo lei com’è avvenuto questo cambiamento? Cosa è diventata adesso?
«Il tema delle organizzazioni criminali è costante, non si può pensare che queste siano state sconfitte per sempre. Una vigilanza sul tema delle organizzazioni criminali deve essere quotidiana perché tendono a mutare e a sopravvivere nei modi e con le possibilità che possono comunque trovare, soprattutto in un momento come questo, nel quale a Castel Volturno stanno arrivando tanti soldi».
Il Sud Italia è di certo un territorio assai ostico, ma che sa anche offrire grandi opportunità. Sappiamo che il Meridione ha un numero altissimo di beni confiscati alle mafie: con la Sicilia al primo posto, seguono poi Calabria e Campania. Quanto è fondamentale per il territorio sfruttare questi beni e trasformarli in qualcosa di utile per la comunità e la rinascita? Quali sono i progetti per offrire un futuro a questi cittadini che vogliono dire “no” alla criminalità?
«È una leva imprescindibile per l’economia e per tutto il mezzogiorno. È strategica e fondamentale, ma alcuni sindaci non lo capiscono, o perché vivono con inerzia questa vicenda o perché sono compromessi. Proprio negli ultimi giorni abbiamo sciolto un altro comune per mafia così come fatto con Torre Annunziata e Castellammare. Ci sono anche sindaci che ottengono il loro consenso elettorale attraverso mondi ai quali non possono, poi, dare risposte positive».
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  • #Mario Morcone
  • #Speciale Magistratura
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