
Tommaso Malerba, progettista software e già consigliere regionale in Campania, inizia la sua nuova corsa per la riconferma come sempre tra le file del MoVimento 5 Stelle. In questi anni in Consiglio regionale Malerba, candidato nella circoscrizione Napoli e Provincia, ha potuto toccare ed analizzare con mano i grandi problemi del trasporto pubblico nella nostra regione e da qui partire per aiutare i 5 Stelle nella corsa contro De Luca e Caldoro.
«Abbiamo un programma semplice e con pochi punti, tra le priorità ci sono sicuramente: trasporti, demanio e urbanistica. Sono tematiche importantissime, che possono realmente migliorare la qualità della vita dei campani: senza un trasporto che funzioni non c’è sviluppo economico, non c’è turismo balneare o culturale che tenga. In questi anni in Commissione trasporti ho seguito tutto l’aspetto della ferrovia chiusa EAV, che rappresenta un asset strategico per la regione Campania. Nonostante tutti i proclami fatti da De Luca e Umberto De Gregorio (presidente EAV n.d.r.) il trasporto pubblico è degradato e non migliorato, come riporta Pendolaria. A fronte di una domanda crescente del trasporto pubblico locale abbiamo avuto un incremento del costo del biglietto e un decremento del servizio. Abbiamo un investimento di un fondo europeo da ottanta milioni che avrebbe dovuto immettere trentasette nuovi treni divisi tra Cumana, Circumflegrea, Vesuviana e Metrocampania Nord Est. A settembre De Luca ha presentato un cronoprogramma promettendo ai campani l’inserimento di un nuovo vettore ogni quattro mesi: la legislatura è scaduta due mesi fa e sono arrivati appena quattro treni dei trentasette promessi. Dodici di questi sono dispersi in Germania con un contenzioso in corso con Hitachi e Firema. Non sappiamo che fine abbiano fatto questi treni pubblici».
«Non abbiamo ancora un PUAD (Piano Utilizzo Aree Demaniali): è uno strumento che serve a disciplinare gli spazi liberi delle spiagge, quelli in concessione, i porti regionali e gli approdi. Stiamo parlando di volani di sviluppo del turismo, che andrebbero assegnati con criterio e valorizzati. La Campania è una delle poche regioni in Italia e in Europa che non ha ancora fatto una classificazione dei lidi adatti a bassa e media valenza, utilizzati dalle persone meno abbienti, ma che hanno comunque il diritto di recarsi al mare. Questa classificazione permetterebbe di parametrizzare nuovamente i canoni concessori: avremmo maggiori introiti e potremmo gestire al meglio le risorse per garantire la pulizia del mare, al netto degli scarichi abusivi e dell’aspetto urbanistico dei comuni. Negli ultimi anni solo il 17% dei comuni campani ha fatto un Piano urbanistico comunale, che è la chiave di sviluppo per ogni città, in termini di trasporto e di vivibilità. Considerare l’urbanistica come un insieme di norme fredde che decide dove mettere un volume è da ciechi: l’urbanistica è vita, la città è fatta di spazi comuni con tanto verde e trasporti sostenibili, con un consumo corretto del suolo e del territorio. Lo scorso anno sono riuscito ad ottenere, nella finanziaria, un emendamento che destinava circa 150mila euro per i comuni costieri per progettare l’installazione di una doccia e un bagno pubblico nei pressi delle spiagge libere. Quando parliamo di progetti comuni è da qui che si comincia: dobbiamo educare le persone al bello. Tuttavia, sono stati pochi i comuni ad accedere a questi fondi».
«Vediamo la stessa gente fare politica da quarant’anni, passando il ruolo di padre in figlio, come vediamo accadere nel Consiglio Regionale. Noi siamo appena al secondo mandato e abbiamo una lista unica, Valeria Ciarambino è portatrice di un progetto, si è fatta avanti ed è stata premiata. Porta avanti un’idea che è lavoro di sette consiglieri regionali e anche dei nuovi che spero ci accompagneranno in questo percorso. Noi portiamo avanti idee e non personalismo, non possiamo essere inquadrati in un cliché vecchio: dopo due mandati noi andiamo a casa».
di Redazione Informare
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