
Tra le opere esposte al MAC di Caserta siamo rimasti molto colpiti da “Stesa a mano” di Maria Cammarota, una giovane artista/attivista che ha avuto il coraggio di tradurre in arte una denuncia su una delle violenze più diffuse esercitate dai criminali: la richiesta estorsiva attraverso la minaccia armata.
In questo caso, il luogo dell’accaduto è una pizzeria al centro di Napoli. Di seguito, riportiamo il pensiero e la descrizione dell’opera da parte dell’artista:
“Spesso mi ritrovo a pensare all’arte come “riparatore” della vita e delle sue incoerenze. Ma la vita è mai stata coerente?
Credo che l’arte abbia una funzione divulgativa e una vocazione pedagogica. Ma l’arte non è fatta per mettere ordine nel caos. Non si tratta di dover rispondere a domande, ma di farne altre nuove e sempre più stimolanti.
Quando ero più piccola percepivo le mafie come un qualcosa di lontano, pur vivendo in un ambiente con un alto tasso di criminalità, in cui molto forte è la presenza non solo della criminalità comune, ma anche di quella camorristica. È inquietante come alla fine ci si abitua alla vista dello spaccio, del negozio del vicino di casa che viene incendiato più volte, perché i proprietari sono coinvolti in malaffari o perché si sono rifiutati di pagare il pizzo.
Quando finalmente sono riuscita ad aprire gli occhi, ho cominciato ad indignarmi, ma anche a pensare che le cose possono andare diversamente, ed impegnarmi per fare in modo che ciò accada.
Il proprietario della pizzeria in questione, minacciato dalla camorra, sembra essere con la sua attività invisibile agli occhi di tutti. Mario, che nel 2019 ha avuto il coraggio di denunciare l’atto intimidatorio, è stato abbandonato dalle autorità locali, anche successivamente all’accaduto.
Il suo coraggio e la sua caparbietà − che dovrebbero essere da esempio − non hanno reso giustizia alla sua pizzeria, che rischia di continuare a rimanere invisibile. Nell’ultimo anno, Mario è diventato latitante.
È accaduto dopo l’ennesima minaccia di pagare il pizzo da parte di un nuovo clan del quartiere Sanità, giunta a seguito dello svolgimento di lavori di ristrutturazione del locale; Mario ha denunciato nuovamente, ma in mancanza di protezione è dovuto scappare con la propria famiglia.
Non ha avuto scelta. La pandemia causata da Covid-19, dopotutto, non ha fatto altro che peggiorare la situazione, offrendo ai clan nuove occasioni di fare business e di raccogliere consensi.
Gli affari, la camorra, prova a realizzarli puntando alle imprese attualmente in difficoltà, costrette temporaneamente a chiudere o a ridimensionare le proprie attività. Quanto ai consensi, li ottiene comprando la paura, la disperazione e la solitudine della gente, a poco prezzo”.
di Angelo Morlando
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE
N° 219 – LUGLIO 2021
La legge organica in materia di intelligenza artificiale (da qui in poi “AI”), approvata in via definitiva dal Senato il ...
Il Carnevale di Palma Campania è una manifestazione di antichissima tradizione, che assume una rilevanza centrale per la com...