
Nel 2023, migliaia di esemplari di bufale sono stati abbattuti perché risultati positivi alla brucella. La mattanza sistematica degli animali ha portato, nel corso dei mesi, a un inasprimento sempre più evidente del rapporto tra Regione Campania e allevatori: e la situazione non sembra essere migliorata.
Dopo gli scioperi e i blocchi stradali nella provincia di Caserta che hanno caratterizzato i mesi del 2023, la frustrazione continua ad aumentare, alimentata dall’indifferenza della politica.
«Dobbiamo essere realisti, stiamo attraversando il momento peggiore della storia di questo settore. A casa nostra non siamo più padroni di nulla. Non decidiamo più niente, contiamo meno del nulla. Altri decidono quanti animali possiamo tenere, come li dobbiamo tenere, e se domani li terremo o no.» ha dichiarato un allevatore, in uno sfogo. «Quelli che dovrebbero essere nostri collaboratori in una filiera degna di chiamarsi “filiera” sono in realtà fra quelli che speculano di più sui nostri sacrifici e che ci sfruttano in modo delinquenziale perché non vengono controllati.» ha aggiunto.
Le speranze per il futuro, purtroppo, sono ben poche: «Maledico purtroppo a malincuore il giorno in cui ho scelto di portare avanti questa attività che pur mi piaceva tanto e che nella mia famiglia, come in tante altre, rappresenta una tradizione da generazioni. Ma oggi sono stanco, schifato, non credo più nella politica, nelle istituzioni, non andrò mai più a votare e cercherò di evitare che i miei figli vivano questo calvario.»
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