
La mattina dell’11 aprile, lungo il perimetro dell’asilo di Piscinola, periferia di Napoli è comparso uno striscione alto due metri e lungo più di dieci. Lo striscione, recante una svastica e scritte infamatorie, è un’intimidazione a firma del clan Lo Russo diretta ai collaboratori di giustizia. In particolare, il riferimento è diretto ai pentiti che stanno svelando i retroscena della guerra tra i Lo Russo e gli Esposito-Genidoni. Un messaggio lasciato a pochi giorni dal processo che vede coinvolto il gruppo di fuoco del clan per l’omicidio Genny Cesarano.
Per questo striscione, prontamente rimosso, è arrivata la condanna dell’Osservatorio Anticamorra e per la Riqualificazione di Scampia, organo della Ottava Municipalità, presieduto da Giovandomenico Lepore, 50 anni di carriera da magistrato e come ultimo ruolo prima della pensione Procuratore Capo della Repubblica di Napoli. Anche il presidente della Municipalità, Apostolos Paipais, la giunta e il consiglio di quartiere hanno condannato fermamente l’episodio. Paipais ha inviato una lettera a tutte le autorità, provinciali, regionali e nazionali per sollecitare un incontro urgente sul tema della criminalità organizzata.
di Maria Rosaria Race
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