
Il senatore Agostino Santillo suona la sveglia al governo Draghi e interviene sulla proroga
La misura del Superbonus 110% sembra mettere tutti d’accordo: aziende, ambientalisti e cittadini, anche se si registrano ancora lievi perplessità da parte dei professionisti. Quest’ultimi, anche se timorosi sul carico burocratico e sull’efficienza degli uffici tecnici dei comuni, continuano a esprimere il proprio benestare ad una misura che rilancerebbe in un solo colpo occupazione e settore edile. Il Superbonus incide positivamente sulle finanze delle famiglie italiane, che possono ristrutturare ed ammodernare a costo zero le proprie abitazioni. Su tutto il territorio si registrano investimenti e avvii di cantieri che fanno ben sperare, anche se un grande rebus resta: la proroga. Per aggiornarci sul dibattito parlamentare inerente il Superbonus e le modifiche a cui si sta pensando, abbiamo invitato in redazione e intervistato il senatore del MoVimento 5 Stelle, Agostino Santillo, tra i principali promotori della misura sul territorio casertano.
«Ci dà la possibilità di pianificare, anche perché le imprese sono già full. Questo discorso vale certamente per i nostri territori che sono ricchi di piccole e medie imprese, mentre sono pochi i grandi colossi che possono permettersi di costruire “mega parchi”. Ci vuole questa stabilità perché se arriva un grande investitore per imponenti lavori e vuole subappaltarlo ad un’azienda locale, magari si vede rifiutata l’offerta da quest’ultima perché già impegnata in altri lavori. Ovviamente lo scenario cambia se si ha una prospettiva di 5 anni utile per la programmazione».
«I comuni se non sfruttano la situazione perderanno una grande possibilità. Le tante sanatorie possibili, i condoni che potrebbero potenzialmente essere evasi e tutte le pratiche di Superbonus da portare avanti con gli oneri che ogni cittadino paga, diverrebbero un indotto davvero decisivo per le casse comunali. Un comune attento e capace potrebbe davvero rilanciare il proprio bilancio comunale con questa misura».
«Vogliamo assolutamente ampliarlo. Nel dl Semplificazioni è previsto l’accesso al Superbonus 110% anche per interventi su immobili rientranti nelle categorie catastali B1, B2 e D4, tali categorie attengono al servizio socio sanitario. Vorremmo l’ampliamento agli interventi di bonifica e alle spese per la diagnostica sia energetica che sismica».

«I problemi sono due. Il primo è che la mancanza di una reale risposta della pianificazione urbanistica territoriale ha fatto sì che si potesse costruire anticipando la pianificazione, fenomeno che al nord è molto più lieve. L’altro limite è la farraginosità e la lentezza dei nostri uffici tecnici; nella Legge di Bilancio 2020 abbiamo dato la possibilità ai comuni di contrattualizzare, in deroga al Patto di Stabilità interno del comune, una risorsa per garantire un’attività tecnica di supporto alle pratiche del Superbonus. Purtroppo a tali problematiche si è aggiunta anche la crisi covid».
«Favorirà l’occupazione e il settore delle costruzioni. Non dimentichiamo che i lavori edili hanno un indotto pari a circa 4, cioè: su 1 euro che lo Stato spende nel settore delle costruzioni edili, si ha un ritorno economico sul territorio pari circa a 4 euro. È un indotto davvero importante e di ampia prospettiva. È dimostrato che l’Italia, grazie al Superbonus, è l’unico Paese europeo in cui il settore delle costruzioni edili è in crescita anche rispetto ai periodi pre-covid».
«Al momento è solo un problema di capienza economica. La nostra idea è di dare possibilità di accesso al Superbonus a tutte le struttura ricettiva, in modo tale che possano usufruirne alberghi, B&B, Case vacanze…insomma tutta la filiera».
«Abbiamo tante resistenze politiche dato che è un provvedimento di bandiera di una forza politica, al pari del Reddito di cittadinanza. Purtroppo i partiti si fermano al fatto che la proroga diventi una vittoria del MoVimento 5 Stelle, ed è molto triste vedere che questa proroga davvero essenziale (dal 2021 al 2023 n.d.r.) non trovi riscontro per futili motivi. Addirittura ci sono colleghi parlamentari che vengono meno alle discussioni, in commissione come in Aula. Noi andiamo oltre questi steccati e ribadisco che la visione ultima del MoVimento non è il Superbonus».
«La premessa è che fino al 31 dicembre 2023 è valida anche la cessione e la circolazione dei crediti di altra natura (crediti per mobili, bonus facciate, bonus sisma). Anche questi crediti possono essere messi in circolazione, non solo quelli del Superbonus 110%. Di conseguenza il nostro obiettivo si concentra nella creazione di una piattaforma per il riconoscimento, certificazione e cessione dei crediti. In questo modo potrà avvenire il loro riconoscimento in moneta fiscale: sarebbe una rivoluzione».
di Antonio Casaccio
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