
La scelta cadde su un lavoro teatrale andato da poco in scena a Parigi e costruito su tre nuclei tematici di sicuro effetto sul pubblico: il motivo della sacerdotessa che infrange per amore i suoi voti, il tema dell’infanticidio come vendetta amorosa e, per finire, il motivo celtico-barbarico con gli antichi riti nella sacra foresta. Con Norma, Vincenzo Bellini raggiunge l’apice del proprio lirismo vocale, affermando nel contempo una forza drammatica che si rivela sia nella maestosa ed incisiva chiarezza dei recitativi, sia nella solennità della massa corale che fa da sfondo alla tragedia come un grande affresco.
Wagner, che certamente non era ben disposto verso l’opera italiana, diresse Norma nel 1837 a Riga, a riprova della profonda ammirazione per quest’opera.
Addirittura l’invocazione di Norma “Deh, non volerli vittime”, prima del concertato finale, è alla base della struttura scenico-musicale della morte di Isotta.
Tragedia lirica in due atti su libretto di Felice Romani, dalla tragedia “Norma ou l’infanticide” di A. Soumet
Direttore | Francesco Ivan Ciampa
Regia | Lorenzo Amato
Assistente alla Regia | Paolo Vettori
Scene | Ezio Frigerio
Costumi | Franca Squarciapino
Assistente ai costumi | Anna Verde
Luci | Vincenzo Raponi
Ruolo |Interprete
Norma |Maria Josè Siri / Angela Meade
Adalgisa |Annalisa Stroppa / Silvia Tro Santafé
Pollione |Fabio Sartori / Mikheil Sheshaberidze
Oroveso |Fabrizio Beggi / Ildo Song
Polina |Aigul Akhmetchina
Clotilde |Fulvia Mastrobuono
Flavio |Antonello Ceron
Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo
Durata: 3 ore circa con intervallo
di Emmanuela Spedaliere e Angelo Morlando
foto di Luciano Romano gentilmente concesse dal Teatro San Carlo
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