
Sulla Terra sono oltre 820 milioni le persone che soffrono la fame. Il paradosso è che, secondo i dati raccolti dalla Food and Agriculture Organization (FAO), ogni anno quasi 1/3 del cibo prodotto viene perduto o sprecato. Si tratta di circa 1,3 miliardi di tonnellate.
Come agire nel concreto? Too Good To Go è una delle risposte. Si tratta dell’app anti-spreco, nata in Danimarca nel 2015, che permette di collegare utenti ed attività commerciali che hanno cibo invenduto o in eccesso.
Ne abbiamo parlato con Pierluigi Simmini, Area Manager del Centro e Sud Italia.
«Per noi è fondamentale informare e sensibilizzare tutti sulla tematica dello spreco alimentare, perché siamo convinti che ognuno nel proprio piccolo possa davvero fare la differenza. Per questa ragione, oltre al nostro core business, abbiamo integrato un reparto “Movement” – Movimento contro lo spreco alimentare, un dipartimento interno a Too Good To Go che si fa promotore di iniziative e campagne anti-spreco a tutto tondo, lungo la filiera e verso i consumatori, per accrescere la consapevolezza su questa problematica. In più, proprio perché il 53% dello spreco alimentare avviene tra le mura domestiche, cerchiamo sempre di offrire ai nostri utenti consigli utili anti-spreco».
«L’iniziativa abbraccia il contrasto allo spreco a 360°, anche grazie ad azioni di sensibilizzazione e informazione per evitare lo spreco domestico e in contesti come le scuole, dove si formano i waste warriors del futuro. Le collaborazioni con il terzo settore sono quindi altrettanto fondamentali: abbiamo inserito una modalità sull’app per permettere di effettuare donazioni dirette e a stiamo portando avanti una partnership con Croce Rossa Italiana all’interno del nostro progetto di Patto contro lo Spreco Alimentare».
«Sì, effettivamente l’Italia, insieme alla Francia, è uno dei due Paesi dell’Unione che ha una vera e propria legge che cerca di combattere gli sprechi, non solo alimentari: la legge Gadda 166/16. Oggi sicuramente c’è molta più consapevolezza e sensibilità circa le implicazioni sociali, economiche e ambientali che lo spreco alimentare comporta ed è per questo che il tema viene percepito ora come una vera problematica da affrontare.
La strada rimane comunque ancora molto lunga ed è necessario l’impegno costante da parte di tutti per raggiungere modelli più virtuosi capaci di rispettare le esigenze del pianeta, oltre che della società».
di Marco Polli
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°217
MAGGIO 2021
La legge organica in materia di intelligenza artificiale (da qui in poi “AI”), approvata in via definitiva dal Senato il ...
Il Carnevale di Palma Campania è una manifestazione di antichissima tradizione, che assume una rilevanza centrale per la com...