
Il premio Oscar Giuseppe Tornatore presenta a Roma il film-documentario “ENNIO”, omaggio all’immenso ed intramontabile compositore Ennio Morricone.
Il nuovo lavoro di Tornatore, già fuori concorso al Festival di Venezia, uscirà con Lucky Red in anteprima il 29 e 30 gennaio per poi approdare in sala 17 febbraio.
Tante parole sul musicista-amico due volte Premio Oscar e autore di oltre cinquecento colonne sonore indimenticabili. ENNIO nasce da una sua intervista a Morricone lunga undici giorni, da spezzoni di film da lui musicati, suoi arrangiamenti per canzoni pop (da Morandi a Gino Paoli ) e, infine, da testimonianze di artisti e registi, come Bertolucci, Montaldo, Bellocchio, Argento, i Taviani, Verdone, Barry Levinson, Roland Joffè, Oliver Stone, Quentin Tarantino.
Tornatore parla dell’importanza della musica per il maestro e dell’incontro fra musica e immagini nel cinema: «Lui di fatto respingeva l’idea che in un film fosse determinante, ma credeva piuttosto che ci dovesse essere il giusto equilibrio perché musica e immagini non si facessero ombra l’una con l’altra».
«Ho sempre sostenuto che la musica in un film non è affatto un orpello – riflette Tornatore – ma uno degli elementi importanti come sceneggiatura, fotografia e montaggio. Certo a pensarci adesso i miei film senza Morricone sarebbero stati diversi e così il mio prossimo lavoro avrà inevitabilmente qualcosa di diverso.
La linea sentimentale di ENNIO non è certo voluta, anzi spesso ho dovuto soffocarla. Così è per l’emotività di un suo brano musicale che non nasceva mai in modo spontaneo, ma da un esperimento musicale. Lui diceva che l’ispirazione non esiste, bisogna lavorare per fare musica».
Grande assente (nel documentario non parla mai) la moglie di Morricone, Maria Travia, suo grande ed unico amore: «Inizialmente pensavo di intervistarla credendo fosse utile al film, ma lei rifiutò subito. Mi disse: ‘Ti posso raccontare senza venire ripresa’. E aveva ragione. È una donna con una personalità così grande che forse avrei dovuto cambiare il titolo in ENNIO E MARIA. Se lui era un genio della musica, quasi senza saperlo, lei era un genio dei rapporti umani, capace di fare intorno a lui una catena di protezione che lo ha salvaguardato».
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