
Le estati degli anni Novanta, con i Walkman nelle orecchie, le corse in motorino lungo la Domitiana, le sale giochi e le interminabili serate trascorse sul “muretto”, diventano lo scenario di un thriller soprannaturale che affonda le radici nella memoria e nell’identità di un territorio. È questa l’anima de “L’Ombra del Muretto. Sangue e Salsedine a Pinetamare“, il nuovo romanzo dello scrittore campano Emanuele Sicilia.
Ambientato nell‘agosto del 1994, il libro segue le vicende di un gruppo di adolescenti alle prese con l’estate della loro vita, destinata però a trasformarsi in un incubo. Il ritorno di un mistero mai risolto, legato alla scomparsa di un bambino avvenuta dieci anni prima, riporta alla luce segreti, sensi di colpa e presenze inquietanti che sembrano emergere dalle nebbie della costa domiziana.
Tra cabine arcade che prendono vita, jukebox impazziti, segnali radio distorti e una misteriosa figura conosciuta come l’Uomo in Bianco, il romanzo costruisce una narrazione che fonde thriller, horror e racconto di formazione. Il risultato è una storia in cui il soprannaturale diventa metafora della perdita dell’innocenza e del difficile passaggio all’età adulta.
Uno degli elementi più originali dell’opera è l’ambientazione. Pinetamare e Castel Volturno non rappresentano soltanto lo sfondo della vicenda, ma diventano protagonisti del racconto, con le loro contraddizioni, il mare, il cemento e un passato che continua a lasciare tracce nel presente. La memoria collettiva della costa domiziana si intreccia così con una narrazione capace di evocare atmosfere che richiamano il cinema e la letteratura horror contemporanea, pur mantenendo una forte identità italiana.
Classe 1981, napoletano, Emanuele Sicilia vive oggi a Pinetamare dopo aver trascorso molti anni a Pozzuoli. Dottore in Scienze Motorie, docente di Educazione Fisica, personal trainer e club manager, affianca alla professione la passione per la scrittura, coltivata attraverso il genere horror e thriller. Tra i suoi principali riferimenti letterari figura Stephen King, autore che ha influenzato l’immaginario narrativo del romanzo.
Con “L’Ombra del Muretto. Sangue e Salsedine a Pinetamare“, Sicilia propone una storia che parla a chi ha vissuto gli anni Ottanta e Novanta, ma anche alle nuove generazioni, dimostrando come i luoghi della memoria possano trasformarsi in scenari di suspense e riflessione. Un romanzo che unisce nostalgia, tensione narrativa e valorizzazione di un territorio, restituendo alla costa domiziana un ruolo da protagonista nel panorama della narrativa italiana di genere.
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