
Dallo schermo si passa alla scena, i due inventori del programma hanno già ricevuto il meritato tributo nelle precedenti date del loro tour nei teatri campani dove si è registrata grande affluenza di pubblico, desideroso di incontrare nuovamente personaggi indimenticabili interpretati dall’esilarante duo comico. Nello spettacolo “Tutta colpa di Tele…Garibaldi”, Lino D’Angiò racconta le origini e come nasce l’idea di ripartire.
«In quel momento poteva servire tutto. Eravamo ignari di quello che poteva succedere, per noi era un gioco. Capimmo che c’erano un po’ di anni dove la comicità napoletana non era tanto rappresentata, c’era un focolaio forte di cabaret nascosto e fummo fortunati in quel momento a tirarlo fuori, ma eravamo assolutamente inconsapevoli».
«È stato il papà, ma anche la mamma. Iniziammo TeleGaribaldi e Biagio all’epoca faceva “Bibì e Coco”, successivamente arrivò lui stesso alla conduzione del programma, non solo, con noi c’erano Rosalia Porcaro, I Ditelo Voi, Giampaolo Morelli e più tardi anche Siani. TeleGaribaldi è anche genitore di “Made in Sud”, che è una sua versione fatta però in Rai. I nostri tormentoni sono stati mantenuti nel tempo, tutto è nato da lì».
«Nasco come imitatore, ma non mi sono mai piaciute le riproduzioni esatte. Perché vedere un falso quando c’è l’originale? Il mio modus operandi è aggiungere una caratteristica nuova per la realizzazione di un personaggio. Non mi limito ad imitare la voce perché mi riesce bene, cerco un’idea, uno stile, un “perché riprodurre una persona”, altrimenti non diverte. L’imitazione di Bassolino era “Bassolindo”, in quel momento quella figura rappresentava l’uomo che puliva la città e così funzionava».
«Per anni l’abbiamo abbandonato. Molti hanno sempre pensato che io e Allan fossimo una coppia, in realtà venivamo da percorsi diversi. Ci incontrammo per iniziare il programma, una volta terminata l’esperienza ognuno tornò sulla propria strada. Dunque TeleGaribaldi paradossalmente è ancora vergine siccome non lo abbiamo più toccato, ma per anni le persone ci hanno raccontato di come sono cresciute con i nostri tormentoni e allora abbiamo pensato: “Divertiamoci!”. Un mix di personaggi storici e novità, il repertorio è vasto, il ritmo in due ore di spettacolo è davvero intenso. Il gioco è stato semplice, tanti sono i personaggi rimasti nell’immaginario di molte persone».
«Se adesso avessi fatto TeleGaribaldi, avrei fatto Salvini al citofono continuamente. Sarebbe stato un divertimento massimo. Noi eravamo abusivi, ci avrebbe bussato ogni minuto, poi da terroni saremmo stati bersaglio facile e di conseguenza lui per noi, peccato che non ci sia TeleGaribaldi».
«Chi ha qualche anno in più, ha vissuto stagioni allucinanti e anni anonimi. Credo che ci possa stare un periodo un po’ cosi. Da tempo ci regalano soddisfazioni, bel calcio anche in Europa, siamo forse abituati troppo bene, parlo dell’ultima generazione. Ho vissuto gli anni bui di Mondonico e Mazzone, fa parte della vita, sono momenti».
di Pasquale Di Sauro
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