
Il Mediatore europeo, creato con il trattato di Maastricht (1993), è un organo poco noto al grande pubblico ma che, invece, mira ad aumentare la responsabilità democratica dell’Unione europea (UE). Il Mediatore europeo riceve denunce da parte di cittadini, giornalisti, società civile, imprese e altri, contro l’amministrazione dell’UE, ma svolge anche indagini di propria iniziativa.
Il mandato della Commissione europea, il Consiglio dell’UE, la Banca centrale europea e le banche per gli investimenti, le varie agenzie di regolamentazione europee, ecc.
La funzione di quest’ultimo, eletto a inizio legislatura dal Parlamento europeo, consiste nel tutelare gli interessi dei cittadini e indagare sui casi di presunta violazione della legge o delle pratiche di buona amministrazione, da parte di un’istituzione o un organo dell’UE.
I casi in oggetto possono riguardare irregolarità amministrative, discriminazioni, abusi di potere o ritardi ingiustificati. Più propriamente, la Mediatrice europea, poiché attualmente l’incarico è retto dall’irlandese Emily O’Reilly, opera per promuovere una buona amministrazione a livello europeo.
Tuttavia, a seguito dei negoziati del maggio 2021, le istituzioni hanno raggiunto un patto informale, lo scorso 10 giugno, e il Parlamento europeo ha proposto un testo in linea con tale compromesso. Il nuovo statuto conferma il diritto per il Mediatore europeo a intraprendere azioni, non solo sulla base di denunce, ma anche su propria iniziativa nei casi di cattiva amministrazione da parte di organi europei.
Il denunciante, invece, sostiene che la Commissione europea ha l’obbligo di registrare messaggi istantanei relativi a importanti questioni politiche, come l’approvvigionamento di vaccini. Quindi, il Mediatore europeo ha cercato di incontrare i rappresentanti della Commissione europea per discutere le procedure e le prassi applicabili.
Durante la discussione in aula, al Parlamento europeo, il relatore Paulo Rangel, eurodeputato portoghese, ha affermato che il Mediatore europeo dovrebbe essere un «organo indipendente libero di agire come meglio crede».
O’Reilly, ricordando il carattere costruttivo che da sempre contraddistingue le relazioni fra Parlamento e Mediatore, ha affermato che «il nuovo statuto rafforza questo legame, testimoniando il continuo sforzo del Parlamento nel rendere l’Unione più vicina ai cittadini e ad esigere che l’amministrazione UE sia chiamata a rispettare i più alti standard».
di Fabio di Nunno
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE
N°222 – OTTOBRE 2021
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