
La scorsa notte, quella di sabato 12 marzo, una bomba è esplosa, intorno alle 4 del mattino, davanti la parrocchia di don Maurizio Patriciello, nell’area del parco verde di Caivano.
Pochi i danni. Il gesto voleva essere intimidatorio.
Pochi giorni fa, don Maurizio aveva espresso la sua piena solidarietà verso Biagio Chiariello, comandante della polizia locale di Arzano, in seguito alle minacce di morte ricevute da parte della criminalità organizzata.
Ora un altro ammonimento. La camorra fa esplodere una bomba nel giorno del compleanno del parroco. Una minaccia che vuole spaventare uno dei principali promotori della lotta contro la criminalità dell’Area Nord di Napoli. Don Maurizio è infatti fondatore insieme ad altri membri del “Comitato di Liberazione dalla Camorra – Area Nord di Napoli”. Il parroco di Caivano, noto per i suoi interventi di aperta denuncia contro i camorristi locali, non ha mai abbassato la testa e non ha mai pensato di diminuire il tono della sua voce. Ma, ora, è necessario che lo Stato intervenga con decisione per difendere don Maurizio e chi come lui si espone in prima persona per denunciare le malefatte di gruppi criminali. Sognando in questo modo di poter finalmente vivere in una comunissima e banale società civile.
Don Maurizio aveva già lanciato settimane fa il suo appello alle istituzioni: «A problemi urgenti bisogna dare risposte urgenti», aveva detto durante la manifestazione a Frattaminore, in occasione della protesta contro scoppio della quarta bomba nel comune (leggi qui l’articolo).
Arrivano in queste ore messaggi di solidarietà verso don Maurizio, come quello espresso da Roberto Fico, presidente della Camera dei Deputati:
«La mia piena solidarietà a Don Maurizio Patriciello che a Caivano da anni svolge un ruolo fondamentale a sostegno della sua comunità. Siamo tutti al suo fianco e sono certo che le intimidazioni non lo faranno arretrare di un millimetro. L’impegno dello Stato sul territorio deve essere massimo».
Su quanto accaduto a Caivano, anche la senatrice Valeria Valente si è espressa:
«Solidarietà a Padre Maurizio Patriciello e a tutta la comunità del Parco Verde di Caivano. Quanto accaduto è un atto di intimidazione che il collega Senatore Sandro Ruotolo ha giustamente ricondotto all’impegno contro la malavita organizzata del sacerdote».
ha poi continuato : «E’ la seconda intimidazione che colpisce membri del Comitato di Liberazione dalla Camorra – Area Nord di Napoli, dopo quella recapitata a Biagio Chiariello, comandante dei vigili urbani di Arzano. Dobbiamo far sentire la presenza delle istituzioni al fianco dei cittadini e delle cittadine, delle persone che si impegnano ogni giorno – nell’ambito delle proprie funzioni – per costruire una cultura e una pratica della legalità. In questi giorni, in cui la parola guerra è tornata a riempire il nostro quotidiano a causa della dolorosa situazione in Ucraina, dobbiamo ricordarci che nelle istituzioni e nelle organizzazioni della società civile napoletana c’è chi combatte ogni giorno contro la criminalità organizzata. Ognuno di noi deve fare la propria parte, schierandosi al loro fianco».
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