
È strano affermarlo, generalmente dovrebbe essere l’inverso: in un paese coeso, intelligente e forte, dovrebbe essere la “nobile politica” ad esprimere caparbiamente i valori dell’unità, a volte però, è proprio lo sport a svolgere il ruolo di maestro di vita.
Se solo l’Italia politica prendesse spunto da quella calcistica per la quale il gruppo, l’essere tutt’uno, lottare per un obiettivo comune è stato dal primo giorno il grande capitale di questa Nazionale, le cose sarebbero sicuramente molto diverse nel nostro paese.
Il gioco del calcio, indicato spesso in gergo come il “pallone”, con questa Nazionale ha esaltato quelli che sono i valori fondamentali di una squadra: gruppo, rispetto, collaborazione, risultato, integrazione e appartenenza dovrebbero essere i valori alla base non solo di una squadra di calcio, ma di ogni paese civile che vuole e pretende di definirsi unito. La Nazionale Italiana è apparsa a tutti, fin dai primissimi giorni, un gruppo unico, coeso, dove ognuno nel proprio ruolo e con le proprie caratteristiche individuali, ha contribuito al risultato finale.
Tra l’impegnativo lavoro quotidiano, ai numerosissimi scherzi goliardici, in Nazionale, ognuno è sempre stato sé stesso ed Italiano.
Tutti Italiani, significa tutti con gli stessi diritti e doveri da Trieste in giù (cit.), dove la Carta Costituzionale ha veramente lo stesso valore in ogni parte del paese senza distinzioni geografiche.
Dove un bambino che nasce a Milano, Napoli o Palermo ha le stesse possibilità di studiare, essere assistito, muoversi, collegarsi…, e perché no: sopravvivere.
Veramente pensate che se nella Nazionale Italiana non ci fosse stato lo spirito di gruppo, del sentirsi veramente un tutt’uno, del sentirsi prima di tutto Italiani e rappresentare al meglio il Paese, il percorso calcistico agli europei sarebbe stato lo stesso?
Questi valori, sono i valori che sorpassano anche le leggi della matematica algebrica di base, perché 1(Nord)+1(Centro)+1(Sud) in questo caso non farà 3 ma 10 , perché l’unione è sinergica.
È vero, molte domande, apparentemente anche banali, cercano ancora una risposta politica. Esempio: in un Paese Unito, come può essere consentita l’esistenza di un sistema sanitario regionale e non nazionale (con fondi pro-capite completamente diversi in ogni regione)?
Come può essere consentito che un bambino del sud non abbia il diritto di avere un asilo (perché fondi zero) mentre in altre parti del Paese si costruiscono asili, ma non ci sono i bambini da ospitare? Ahimè potrei continuare per ore.
Questo però, è probabilmente il momento di porre fine a tutte queste iniquità, grazie anche all’Unione Europea che ha stanziato fondi specifici per colmare il divario Nord-Sud e favorire la vera Unità d’Italia.
Questo però probabilmente, è il momento di lottare per costruire, con equità e giustizia, tutti insieme, in pari dignità e diritti, da cittadini Italiani, una Vera Unica Grande Italia.
Per un sud mai più colonia, in una vera Italia unita, in una grande Europa nel mondo.
Spetterà ora alla “Vera e Nobile Politica” volere ed implementare questo cambio di rotta. Ora o mai più.
di Salvatore Aversano
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE
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