Disattenta è la gente tra le strade e i quartieri.
Chi cammina distratto, chi tra mille pensieri.
Sono tante pedine su un’enorme scacchiera.
È il destino che incombe come il buio la sera.
Adulti, bambini o chi è avanti con gli anni.
Ogni vita trascorre tra le gioie e gli affanni.
Tra chi fa del presente il suo vero obiettivo
e chi ha già visto tutto e capito il motivo.
Sono frutti che nascono e riempiono gli orti.
Ignari di tutto e da chi verran colti.
Ignari di eventi da cui sono travolti
come rami spezzati dai venti più forti.
Ignari che a un tratto ci si possa trovare
accerchiati da un branco pronto a farti del male.
Sono schegge impazzite prive di ogni controllo
come nuvole grigie che anneriscono il giorno.
Gesti compiuti da ragazzi brutali
cresciuti da soli, senza sogni o ideali.
Spinti dal desiderio di mostrarsi potenti
attraverso quegli atti vigliacchi e violenti
che non hanno motivo e nessun fondamento,
provocando in ognuno terrore e sgomento.
Senza avere principi, ambizioni o progetti.
Lasciati a una vita di sbagli e difetti.
Lasciati appassire come fiori in autunno
lontani dal sole del mese di giugno.
Lontani dal bene in ogni sua forma.
Accecati dall’odio verso chi li circonda
e verso coetanei che non hanno colpe,
sovrastati da un mare di altissime onde.
Si ritrovano soli in mezzo ad una tempesta.
È un’atroce esperienza. È qualcosa che resta
come un quadro dipinto impresso dentro la testa,
la cui immagine fervida si manifesta.
Cicatrici presenti nel cuore di ognuno,
attaccato da tanti e visto come nessuno.
Visto come un oggetto che non ha alcun valore,
mentre il tempo trascorre e scandisce le ore.
di Luciano Goglia
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