
Autore di questa dolce creazione è Rocco Cannavino, che con il concept del suo Zio Rocco Lab Store, a Pomigliano d’Arco, è diventato ormai un’icona nel panorama della pasticceria, con clienti che giungono da ogni dove per gustare le sue deliziosi creazioni.
«Rocco di strada ne ha fatta tantissima da quando 13enne, in un laboratorio dei Quartieri Spagnoli, iniziava il suo percorso di pasticciere professionista. Ha girato il mondo, lavorato con grandi maestri, imparando e innovando, una volta ritornato nella sua amata Napoli ha donato alla sua terra la propria esperienza e la propria genialità attraverso l’arte dolciaria.
Partito da Napoli, dopo essersi avvicinato alla pasticceria a 13 anni nei suoi Quartieri Spagnoli, passando a 16 anni nella brigata dello Chef Raimondo Cinque all’hotel Royal Continental e subito dopo all’hotel Marinedda Spa in Sardegna guidato dello chef Lorenzini, ha poi intrapreso un vero e proprio viaggio internazionale, nel ristorante Quaglino’s a Londra, a consulenza del famoso Chef Gordon Ramsay, e al Bristol Hotel di Parigi, con la brigata dello Chef Lauren Jeannin.
Con tutto questo bagaglio di conoscenze e la contaminazione di nuove e lontane culture ritorna a Napoli, ormai 23enne, e apre con il fratello Raffaele e un altro ragazzo il suo primo laboratorio di lievitati, con il desiderio di trasmettere ai suoi conterranei questa passione per la pasticceria. Dal 2008 crea il brand Zio Rocco Ischitano Doc i cui prodotti, soprattutto il cornetto ischitano, come i prodotti da colazione, sono i più amati dai napoletani».
«I segreti sono la costanza e la determinazione nel credere in un prodotto e cercare di farne uscire fuori le sue migliori caratteristiche portandolo ad un livello altissimo, oggi il nostro prodotto è diventato il cornetto più copiato del sud Italia, mi fa strano constatare che oggi un cornetto, da sempre prodotto poco considerato in pasticceria, sia improvvisamente diventato il prodotto più desiderato non solo da bar, e caffetterie ma anche da locali che fanno vendita serale, che cercano disperatamente di riprodurlo e accontentare l’enorme richiesta di mercato».
«Pomigliano perché avendo circa 250 rivenditori dei nostri prodotti su Napoli, volevamo evitare di calpestare il mercato da soli. E’ stata una sfida iniziare in provincia, in un posto dove pochi ci conoscevano già».
«Io amo tutto quello che propongo nel mio locale, che viene fatto rigorosamente con tutti prodotti “Made in Campania”, ma il mio vero debole è per la nostra crema al latte di bufala e per la nostra composta di pellecchiella del Vesuvio al 90% di frutta (prodotto slowfood)».
«È la vera gratificazione per chi come noi lavora anche 18 ore alla realizzazione di un prodotto per garantire un’esperienza ai nostri clienti che difficilmente dimenticheranno».
«Si il format non cambierà sarà il gemello di Pomigliano, ma sarà più grande e questo permetterà una produzione leggermente superiore a Pomigliano».
«Napoli è l’inizio di un progetto che riposa nel cassetto da 15 anni e che piano piano stiamo realizzando. Il nostro sogno è quello di avere la possibilità di portare l’eccellenza dei lievitati e dei prodotti Made in Campania in altre città italiane, e magari chissà un giorno anche nel mondo…».
di Simone Cerciello
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