
Ogni anno, il 1° maggio è una giornata di celebrazione e riflessione sui diritti conquistati dai lavoratori. Ma mentre le piazze si riempiono di bandiere e manifestazioni, in provincia di Caserta, come in molte altre realtà italiane, i diritti da difendere e conquistare sono ancora tanti. Salari troppo bassi, contratti precari e un mercato del lavoro che non garantisce parità per tutti sono solo alcune delle sfide quotidiane. In particolare, la provincia casertana vive una condizione preoccupante, con una forte disuguaglianza salariale e una crescente difficoltà per i giovani, che, pur avendo investito anni in studio, si trovano a fare i conti con la precarietà e la mancanza di opportunità. Per loro, il 1° maggio non può essere solo un’occasione di festa, ma anche un momento per poter pensare a un futuro che sembra sempre più incerto.
Le donne e i migranti, che continuano a essere penalizzati da una doppia discriminazione, sono altre categorie su cui la politica non può permettersi di fare passi indietro. La lotta per l’uguaglianza di genere e per l’integrazione nel mondo del lavoro è una battaglia che non può essere più rimandata. Per fare il punto sulla situazione, abbiamo raccolto le voci dei segretari provinciali dei principali sindacati italiani, che denunciano l’urgenza di un intervento politico che non si limiti alle parole, ma che si traduca in azioni concrete per la tutela dei diritti dei lavoratori, dei giovani, delle donne e di tutti coloro che ancora faticano a trovare una collocazione giusta e dignitosa nel mondo del lavoro.
Sonia Oliviero, Segretaria Generale CGIL Caserta ha dichiarato che «la Terra di Lavoro, un tempo cuore dell’industria meridionale, oggi affronta sfide che mettono in crisi dignità e sicurezza dei lavoratori». Nonostante i segnali nazionali di ripresa, la realtà locale continua a segnare tassi altissimi di disoccupazione giovanile e femminile: «Le donne subiscono ancora un forte gender gap. I giovani, invece, restano intrappolati in un mercato del lavoro precario, spesso costretti ad andare via in cerca di un futuro migliore». La CGIL denuncia inoltre le ricadute delle crisi aziendali che hanno colpito grandi realtà del territorio: «Le vertenze Jabil, Orefice, Softlab hanno lasciato il segno, dimostrando l’assenza di una strategia industriale per il rilancio del settore manifatturiero e metalmeccanico». Un altro tema prioritario è la sicurezza sul lavoro: «Nel 2024 gli infortuni sono aumentati, con tragedie che non possiamo più tollerare. È inaccettabile che si continui a morire di lavoro. Le istituzioni e le imprese devono fare la loro parte, garantendo condizioni sicure e dignitose».
«La crisi del lavoro a Caserta parte dal crollo dell’industria metalmeccanica – dichiara Pietro Pettrone, Coordinatore Territoriale UIL Caserta – con gravi processi di deindustrializzazione e delocalizzazione. Le vertenze Jabil e Softlab coinvolgono oltre mille lavoratori senza certezze. Anche il settore dell’elettrodomestico è in forte declino». La provincia registra uno dei tassi di disoccupazione più alti della Campania, mentre un posto su tre resta vacante per mancanza di personale qualificato. «Servono nuove politiche industriali e un tavolo permanente tra istituzioni e sindacati per affrontare la “Vertenza Caserta” e rilanciare il territorio». La UIL rilancia anche la battaglia per la sicurezza: «Con lo slogan “Zero morti sul lavoro” ricordiamo che la salute dei lavoratori è un diritto, non un optional».
«C’è una difficoltà mai vista prima in provincia di Caserta in alcuni settori strategici, come quello informatico e dell’automotive. L’intervento sindacale e quello istituzionale devono dare maggiori risposte a centinaia di lavoratori che attendono un piano industriale per il recupero dei due settori. La crisi industriale di settori strategici sta mettendo in bilico il futuro di oltre duemila lavoratori solo in provincia di Caserta – afferma Nicodemo Lanzetta, Segretario provinciale CISL Caserta – Per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro non possiamo abbassare la guardia. Dobbiamo risvegliare le coscienze di lavoratori ed imprenditori, sensibilizzando al rispetto delle norme e delle giuste precauzioni».
di Luca De Matteis e Stefano Errichelli
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