
In Francia un poliziotto ha ucciso un ragazzo di 17 anni. È successo ieri nella periferia ovest di Parigi, a Nanterre. La polizia avrebbe fermato il diciassettenne per un controllo di routine quando – secondo una prima ricostruzione delle forze dell’ordine – il ragazzo ha provato a investirli; perciò, un agente ha aperto il fuoco su di lui.
Un video però ha smentito questa versione: mostra l’auto ripartire a bassa velocità, senza investire i poliziotti fermi al posto di blocco. Uno di questi tiene puntato il mitra, prende la mira e spara. Nael – questo il nome del giovane conducente – è morto poco dopo il colpo. Nei momenti seguenti l’auto si schianta: in un video si vede anche un amico del ragazzo uscire dall’autovettura, mani alzate. Viene brutalmente scaraventato a terra da un’agente. Ora, il poliziotto che ha sparato è in custodia con l’accusa di omicidio doloso. Lui si difende e parla di “legittima difesa”.
Dopo la notizia sono scoppiati i disordini a Nanterre. Gli scontri contro la polizia – almeno 25 gli agenti feriti – sono arrivati ai quartieri limitrofi a Nord e Ovest della capitale francese. Solo questa notte sono stati nove gli arresti.
Nelle ultime ore la solidarietà arriva da tanti movimenti ambientalisti e anticapitalisti europei e internazionali, oltre che figure di spicco del mondo sportivo. In un videomessaggio, la madre del ragazzo ucciso ha annunciato una marcia per Giovedì 29 Giugno, davanti la prefettura di Nanterre. Ha detto: “che sia rivolta per mio figlio”.
Solo quest’anno in Francia si sono registrati 13 casi simili, le vittime erano in prevalenza di origine araba o africana. L’ultimo il 14 Giugno: Alhoussein, un 19enne originario della Guinea, è stato ucciso durante un controllo. Stava andando a lavoro.
Di Ciro Giso
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