
L’UNESCO, Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, ha come obiettivo il mantenimento della pace e del dialogo interculturale. Far in modo che le generazioni future possano l’eredità del passato è una delle missioni dell’UNESCO. Come? Tramite l’identificazione, la tutela, la protezione e la trasmissione di questo patrimonio. Fino ad oggi sono stati riconosciuti un totale di 1154 siti presenti in 167 Paesi del mondo.
Quale nazione detiene il monopolio della classifica? Ovviamente l’Italia, ricca di siti mozzafiato, vanta il più cospicuo patrimonio di risorse storico-culturali con un punteggio attuale di 58 siti. Le Dolomiti e i Trulli di Alberobello ne sono esempi lampanti. Oggi però ci focalizzeremo sulla Reggia di Caserta con il Parco.
Il Re Carlo di Borbone, nel 1750, decise di erigere una residenza reale degna di competere con i principali palazzi europei. Il progetto fu affidato a Luigi Vanvitelli (Luigi van Wittell), architetto, pittore e scrittore, massimo esponente del filone classicista dell’architettura italiana del ‘700. La costruzione della Reggia ebbe inizio con la posa della prima pietra il 20 gennaio del 1752, i lavori subirono un notevole rallentamento, cosicché alla morte di Luigi Vanvitelli, furono il figlio Carlo e successivamente altri architetti, formati alla scuola del Vanvitelli, che portarono a compimento questa grandiosa residenza reale.
Curatissima nei dettagli ed articolata su quattro monumentali cortili, la costruzione è fronteggiata da uno scenografico parco. La Reggia di Caserta si presenta come un vero e proprio complesso monumentale che occupa 45.000 mq e, con i suoi cinque piani, raggiunge un’altezza di 36 m. Sulla facciata principale si aprono 143 finestre e nel palazzo ci sono ben 1200 stanze, decorate fino ai limiti del lusso, e 34 scalinate. L’edificio è fabbricato in mattoni e i due piani inferiori sono rivestiti con lastre di travertino. L’intera struttura è coronata da un’ampia cupola centrale. La Cappella Palatina, progettata dal Vanvitelli fin nelle decorazioni, presenta un’unica navata con pavimento in marmi policromi, coperta da una volta a botte cassettonata e fiancheggiata da due passaggi laterali che conducono alla Sagrestia, dove è allestito il Museo degli Arredi Sacri. Il parco è un tipico esempio di giardino all’italiana, costruito con vasti prati, aiuole squadrate e, soprattutto, un trionfo di giochi d’acqua. Esso possiede un’estensione di 120 ettari, si sviluppa in lunghezza per circa 3 km ed è alimentato dall’Acquedotto Carolino che porta acqua alle vasche e alle fontane. Mostra una chiara analogia con il modello di Versailles.
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