
La Serie A è da sempre la madre che allatta i migliori campioni e bomber, spesso alcuni restano i protagonisti delle scommesse sportive italiane ma in altre occasioni volano troppo presto via, in altri campionati.
Come riconoscimento alla loro madre premurosa, questi calciatori hanno segnato in diverse epoche non solo i gol per le statistiche, ma le opere d’arte più belle create in campo e per questa ragione, non sempre riesce facile fare classifiche o individuare un numero preciso di talenti straordinari degni di nota.
Abbiamo faticato molto per trovare 4 calciatori spettacolari che hanno giocato in Serie A negli ultimi 40 anni, ma alla fine abbiamo selezionato talenti puri che ci hanno regalato imprese maestose ed emozioni indescrivibili.
Per arrivare a segnare in Serie A a 41 anni e 25 giorni o sei un mago o sei Zlatan Ibrahimovic, che è molto più di un bomber magico, è un dio, come spesso si definisce ironicamente.
Ha giocato con Inter, Juve e Milan e ha vinto la classifica capocannonieri due volte con club differenti: col Biscione nel 2008/2009 e col Milan nel campionato 2011/2012. Famoso per i gol di tacco in ogni acrobazia e posizione, Ibracadabra ci ha deliziato con uno spettacolo unico che racchiude una tecnica esemplare fatta di agilità, potenza fisica e colpi di Taekwondo.
Non si può dire pallone senza pensare a Totti, che ci ha deliziato con le sue magie per 25 anni alla Roma, rifiutando anche club blasonati come il Real Madrid. I suoi record sono infiniti, insieme a Paolo Maldini è l’unico ad aver disputato 25 stagioni in Serie A, ha il record di gol con una sola maglia, 250 ed è secondo soltanto a Pioli nella classifica all time dei goleador.
I gol di Totti erano pazzeschi, detiene anche il primato di 71 rigori segnati e spesso nei derby contro la Lazio si esibiva nelle sue macchiette tipiche, diventate un marchio di fabbrica. Un giorno Mazzone gli disse: tu hai il tiro buono, tira sempre, che tanto su 10 tentativi lo segni un gol. Da allora, Francesco Totti non ha più smesso di segnare.
E lo è davvero, basta guardare la pellicola Il Divin Codino per rendersene conto. Ha raggiunto il terzo posto con gli Azzurri ai Mondiali di Italia ‘90, secondo posto ai Mondiali USA ‘94 e Pallone d’Oro nel 1993. Una vita piena di delusioni e di infortuni con cui ha dovuto combattere per tutta la sua carriera, una personalità tenace e ribelle, che non ha mai accettato il compromesso, con la voglia di essere sempre protagonista.
Ha segnato gol tra i più belli della storia del calcio, due dei quali hanno fatto correre Mazzone sotto la curva, nel rocambolesco Brescia – Atalanta del 2001, terminato 3 – 3.
C’è qualcosa che non è stato detto su Maradona? Ormai le parole sono superflue, perché siamo di fronte a un vero artista del gol, l’artigiano più autentico del pallone, capace di palleggiare letteralmente con qualsiasi cosa e guardare tutti i suoi 115 gol con il Napoli è uno dei soli modi di rendere omaggio a questo talento puro, definito da tantissimi il miglior calciatore che abbia mai messo piede sulla faccia della Terra.
Maradona è stato uno dei più grandi simboli perché ci ha regalato imprese impossibili e traiettorie balistiche ancora oggi inspiegabili, ma è sempre stato anche il primo campione di beneficenza, a Napoli come in ogni club dove ha giocato.
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