
Era il 2 aprile 1966 quando la signora Lucia Iodice vide farsi aprire da suo padre il suo negozio di scarpe a via San Carlo a Caserta. 60 anni fa, più di mezzo secolo: l’uomo non era ancora sbarcato sulla luna, al governo italiano si era insediato da pochi mesi il terzo governo di Aldo Moro, l’area del Ma.C.Ri.Co. era attiva e Caserta era una città dalla forte impronta militare. La signora Iodice ha parlato della sua storia, di come sia cambiato il commercio casertano nel corso di tutti questi anni e delle prospettive future.
Il racconto parte dall’apertura dell’attività: «Mio padre aveva tre negozi a Napoli e scelse Caserta per aprirne un altro perché era più “da fare femminile”, più raggruppata, più tranquilla, più familiare». È così che nacque il negozio di scarpe Iodice: «Tratto scarpe, solo italiane. Vendo solo per signore: linee comode, pantofole, accessori, un po’ di tutto. Io i prodotti cinesi non li tratto perché da me vengono clienti esigenti». La signora ricorda con una certa nostalgia com’era la città: «Caserta era una bomboniera. Potevi lasciare la porta aperta. Adesso è tutto cambiato». Restringendo la lente di ingrandimento, è soprattutto via San Carlo (dove si trova il negozio) che la signora ha visto rivoluzionata: «Prima c’erano tutte le attività: dal meccanico alla macelleria, fino al pescivendolo e all’arrotino. C’era un via vai popoloso. La città era veramente viva. A volte venivo più tardi da Napoli al negozio e i clienti mi aspettavano fuori». Il senso comunitario del tempo è però andato scemando: «Prima avevamo clienti che ci portavano qui il vino, il pane, le melanzane… C’era famiglia. C’era comunità. Ora c’è troppa puzza sotto al naso. Anche se il casertano l’ha sempre avuta e io gliel’ho sempre detto: “Il Re non lo avete più”. Il Re è finito, ora siamo tutti plebe».
L’analisi della situazione attuale non è delle migliori. Tra le principali lamentele sulle mancanze dell’amministrazione c’è la pulizia: «Ci sono solo un paio di spazzini che, quando lavorano, lo fanno bene, ma sono pochi. Dovrebbero tenere la strada più pulita, io la mattina faccio gratis la spazzina per il Comune di Caserta». La signora Iodice parla anche della politica cittadina: «Il turismo attualmente è zero. Credo sia una questione politica. Sapete quanti sindaci ho visto io? Tantissimi. Eppure, in questa città non c’è cambiamento. Ci dovrebbero essere più attività, si dovrebbero aggiustare le strade. Sono state fatte le piste ciclabili, ma il ciclista qui non c’è più». Sul centro storico la signora Iodice afferma che «sta morendo. L’unica cosa che è partita è il “beveraggio”, perché le altre attività sono state chiuse. I negozi di abbigliamento e scarpe come il mio soffrono. Voi direte: “ma tu sei ancora aperta?”. Sì, ma solo perché non ho figli. Se avessi dovuto avere figli e lavorare, avrei chiuso già 10 anni fa. A noi piccoli commercianti ci hanno lasciato alla deriva». La commerciante chiude con un messaggio diretto al prossimo sindaco: «La miglior cosa che potresti fare in questa città è farla tornare come venti anni fa. Il turismo non deve essere solo di massa».
a cura di Gianrenzo Orbassano e Luca de Matteis
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