
Nel panorama contemporaneo delle minacce emergenti, la crescita di gruppi estremisti e comunità chiuse dalle sette tradizionali, ai network digitali, continua a sollevare preoccupazioni. Negli ultimi anni è emersa anche la rete denominata “764”, espressione di una nuova generazione di aggregazioni online difficili da definire ma potenzialmente altrettanto pericolose.
Le agenzie di sicurezza internazionali hanno documentato l’emergere della rete criminale online 764, esempio di convergenza tra estremismo digitale e sfruttamento minorile. La rete si sviluppa dal 2021 in piattaforme frequentate da giovani, come Discord, Telegram e videogiochi come Minecraft e Roblox. Bradley Chance Cadenhead, allora quindicenne e vittima di bullismo, ha fondato l’organizzazione. I coetanei lo descrivevano come un “bersaglio facile”. Durante l’adolescenza mostrò isolamento e crolli psicologici. Fin da bambino manifestò interesse per contenuti violenti su omicidi e torture, tanto da essere segnalato alle autorità per minacce terroristiche. Nonostante sanzioni disciplinari continuò comportamenti problematici a scuola, disegnando scene di sparatorie. In seguito riferì di perdita di interesse per la vita quotidiana, lasciò la scuola a 15 anni e si isolò nella sua stanza. Creò quindi la rete 764, nome derivato dal prefisso del codice postale di Stephenville, Texas, USA.
Le vittime della setta sono generalmente bambini tra i 9 e i 17 anni, con una particolare attenzione verso minori provenienti da contesti marginali o con fragilità psicologiche. La rete 764 si configura come una struttura decentralizzata e transnazionale, priva di una gerarchia stabile, caratteristica che aumenta la resilienza operativa: la chiusura di singoli account o server non compromette le attività. Le modalità operative sono organizzate in fasi e risultano replicabili.
Gli affiliati agiscono su social network, chat e piattaforme di gioco online, selezionando soggetti vulnerabili e isolati. Attraverso un contatto graduale e manipolatorio, costruiscono un rapporto di fiducia finalizzato a indebolire le difese psicologiche della vittima. Successivamente, le inducono alla produzione di materiale compromettente, sia di nudo ma anche costringerle all’autolesionismo, come incidere sulla pelle il nickname del loro aguzzino. Altri bambini sono stati manipolati per torturare e uccidere i loro animali domestici, attaccare i loro fratelli, suicidarsi o compiere atti terroristici. Questo materiale viene utilizzato per estorsione e ricatto e, più il materiale è crudo o violento, più si ottiene notorietà all’interno del gruppo.
La rete 764 risulta strettamente collegata a una precedente comunità online nota come CVLT, considerata dagli investigatori una delle matrici da cui il fenomeno si è sviluppato. CVLT è stata creata nel 2019 da Rohan Rane, allora ventitreenne e studente di economia. A quanto pare, annoiato dalle restrizioni del lockdown per il COVID-19 , decise di creare la sua community su Discord. Rohan affermò che la community era un “luogo in cui proclamava il suo odio per ebrei e musulmani”, con membri di CVLT che professavano ideologie neonaziste e fasciste.
Gli investigatori avrebbero descritto il gruppo CVLT come una rete online caratterizzata da contenuti violenti e comportamenti abusivi, con una struttura gerarchica interna e attività di reclutamento tramite social e piattaforme digitali. Secondo le indagini, alcuni membri avrebbero ricoperto ruoli di gestione e coordinamento. Le autorità hanno arrestato alcuni di loro nel 2025 con accuse legate allo sfruttamento di minori. Un ramo del gruppo, poi separatosi e noto come “764”, sarebbe nato da una scissione interna e avrebbe mantenuto dinamiche simili. Le ricostruzioni indicano che il gruppo avrebbe attirato giovani utenti, anche tramite ricatto basato su materiale personale, e li avrebbe esposti a contenuti violenti e degradanti. Le autorità stanno ancora analizzando i collegamenti tra le varie reti coinvolte e la loro reale estensione.
È relativamente facile cadere in dinamiche settarie, soprattutto in ambienti digitali, perché queste organizzazioni sfruttano bisogni psicologici fondamentali: appartenenza, riconoscimento e supporto emotivo. I gruppi attraggono i soggetti più vulnerabili, offrendo inizialmente ascolto e inclusione, per poi introdurre gradualmente richieste sempre più invasive. Il passaggio è spesso impercettibile: si parte da interazioni innocue, si costruisce fiducia e si arriva a forme di controllo basate su pressione emotiva, senso di colpa o ricatto. Per proteggersi è essenziale promuovere una solida educazione digitale, mantenere un dialogo aperto con i più giovani e prestare attenzione a segnali di cambiamento comportamentale, come isolamento improvviso o segretezza eccessiva online. In caso di sospetto, è importante non affrontare la situazione in modo conflittuale, ma cercare supporto presso autorità competenti e servizi specializzati, favorendo un intervento tempestivo che possa interrompere il ciclo di manipolazione e offrire tutela alle vittime.
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