
Caso dossieraggio: sarebbero più di 800mila le persone spiate, secondo quel che si evince dall’indagine della procura di Milano, in collaborazione con la Direzione Distrettuale Antimafia, che ha visto coinvolte oltre 60 persone per associazione a delinquere finalizzata all’accesso abusivo a sistema informatico.
Le società coinvolte sarebbero almeno 6, di cui quella composta da nomi importanti è Equalize: posseduta al 95% dal Presidente della Fondazione Fiera Milano, Enrico Pazzali (che si è autosospeso dal ruolo), e dal 5% dal “superpoliziotto” Carmine Gallo, ex funzionario della Polizia di Stato rinomato per operazioni contro la criminalità organizzata. Secondo il pm della Dda Francesco De Tommasi la presunta associazione a delinquere godrebbe di appoggi di alto livello, dalla criminalità mafiosa ai servizi segreti italiani ed esteri.
Soprattutto grazie al lavoro di Gallo, la società sarebbe stata in grado di avere accesso dati sensibili delle più importante banche dati della Repubblica Italiana: il Sistema di Indagine (SDI), in cui sono presenti tutte le segnalazioni, le indagini e i precedenti penali; gli archivi dell’INPS, contenenti le informazioni su contributi e redditi; quelli di Serpico, dove sono presenti le dichiarazioni dei redditi e gli eventuali casi di evasione fiscale; l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente; e il SIVA, il Sistema Informativo Valutario della Guardia di Finanza.
Oltre ciò sarebbe risultato fondamentale il lavoro degli informatici: quelli interni alla società, tramite il sistema “Beyond”, riuscivano ad avere accesso a dati personali di pc e smartphone; quelli esterni, personale informatico dello stesso Ministero dell’Interno, inserivano nei database del ministero un virus, il RAT (Remote Acces Trojan), oltre a dare informazioni su come adattare l’hackeraggio ai cambiamenti del sistema informatico. Il principale hacker dell’organizzazione risulterebbe essere Nunzio Samuele Calamucci, che sarebbe entrato in possesso di una mole di dati enorme pari ad almeno 15 terabyte, tra cui un hard disk contenente ottocentomila Sdi. Calamucci si sarebbe vantato di aver ottenuto persino una mail destinata al Presidente della Repubblica Mattarella.
L’ottenimento di queste informazioni era per una finalità di profitto oppure a scopo estorsivo e ricattatorio. In particolar modo l’aspetto economico era la principale preoccupazione di Gallo, che in delle intercettazioni si sarebbe persino lamentato che il socio Pazzali avesse smerciato informazioni senza compenso e solo a scopo personale o politico.
Tra i nomi degli spiati ci sarebbero nomi molto importanti: Geronimo La Russa e suo padre Ignazio, che si è dichiarato sorpreso del comportamento di Pazzali che considerava suo amico; la candidata alle ultime regionali in Lombardia Letizia Moratti, con le cui informazioni si cercava di favorire in quella occasione l’altro candidato Attilio Fontana, a cui Pazzali risulta essere vicino; Giovanni Gorno Tempini, presidente di Cassa Depositi e Prestiti ed ex presidente di Fondazione Fiera Milano, attuale presidente del Milan; i banchieri Massimo Ponzellini e Roberto Mazotta; giornalisti come Gianni Dragoni del Sole 24 Ore e Giovanni Pons di Repubblica; alcuni personaggi dello spettacolo, come il cantante Alex Britti, e dello sport, come Marcell Jacobs; persino oligarchi russi con affari in Italia.

Tra i clienti ci sarebbero stati manager delle società Erg e di Barilla, tutti indagati, che avrebbero spiato alcuni dipendenti tramite accesso a dati personali e chat private. Indagato anche Leonardo Maria Del Vecchio, uno dei figli del fondatore di Luxottica, che avrebbe chiesto ad Equalize l’accesso al telefono con una donna con cui si frequentava per assicurarsi della sua fedeltà. Anche servizi segreti italiani e stranieri, tra cui il Mossad israeliano, e il Vaticano risulterebbero tra gli interessati nell’acquisizione di questi profili di alto livello.
Il Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica) ha chiesto accesso agli atti dell’inchiesta di Milano sui dossieraggi. L’aveva fatto anche in precedenza, in un’altra grossa inchiesta sui “dossieraggio” da parte della procura di Perugia. Anche se tra le due indagini i magistrati hanno escluso qualsiasi collegamento.
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