
Barcellona sta cercando di liberarsi dai turisti attraverso delle riforme. La città spagnola ospita circa 32 milioni di visitatori all’anno, contro i soli 1.6 milioni di residenti. In occasione della America’s Cup, una gara di vela internazionale, ci si aspetta un ulteriore aumento di turisti, che sta portando con sé numerose polemiche.
L’afflusso di turisti a Barcellona è iniziato con i Giochi Olimpici del 1992, quando la città spagnola è stata promossa strategicamente come una meta turistica economica. In preparazione alle Olimpiadi, la città ha ricavato 5 chilometri di spiaggia, oggi conosciuta come la Barceloneta, per attirare turisti. Oggi, il turismo genera più di 12 miliardi di euro all’anno, che corrispondono al 15% del PIL della città, oltre a impiegare circa 150mila persone. Il 2023 è stato un anno record per l’afflusso di turisti: 85milioni di internazionali hanno percorso le strade di Barcellona, la città sta perdendo la sua identità?
Uno dei maggiori problemi di Barcellona è il rincaro degli affitti. Il sindaco della città, Jaume Collboni, ha annunciato un piano per bandire gli affitti turistici che diventerà effettivo nel 2028. La mossa cerca di contrastare gli affitti a breve termine, che negli ultimi dieci anni hanno causato un rincaro del 68% sugli affitti per i residenti e l’aumento del costo d’acquisto di una casa del 38%. Tra le altre misure messe in atto, c’è quella di alzare la tassa di soggiorno a persona per notte, ci si aspetta di arrivare a 7,50 euro.
L’amministrazione della città sta cercando inoltre di adottare un approccio che possa scongiurare il turismo “mordi e fuggi“, alzando il costo della vita e concentrandosi su iniziative culturali. Sembra difficile però riuscire a limitare il fenomeno senza ergere delle barriere. Secondo il responsabile per il turismo, Jordi Valls, “la domanda è inarrestabile, l’unica cosa che possiamo fare è controllare l’offerta”. Tuttavia, la stretta dei turisti è altrettanto forte sulle casse dell’amministrazione comunale quanto sui privati, che cerca di liberarsene con delle riforme.
Il turismo di massa sta producendo un effetto di compensazione all’interno della capitale catalana. Si stimano 50milioni di euro in sicurezza, trasporti pubblici e pulizia. Non solo, i gusti dei turisti hanno generato un incremento di criminalità e sexwork. La Rambla, una delle vie pedonali più trafficate della città, percorsa da circa 200 mila persone al giorno, è stata infatti anche il teatro delle proteste dello scorso giugno. I locals hanno puntato delle pistole ad acqua contro i turisti seduti sul vialone principale della città, denunciando la necessità di mettere un freno al turismo. In questo contesto, sembra impossibile creare una vera e propria comunità.
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