

15mila, 20mila, 25mila, e chi più ne ha più ne metta. Quanti numeri pubblicati nell’ultimo decennio da esperti, statisti e giornalisti che hanno provato a dare una risposta ad uno dei quesiti che tormenta la città di Castel Volturno: quanti sono gli immigrati irregolari presenti sul territorio castellano? Di numeri, come scritto all’inizio, ne sono stati sparati tanti nel tempo, cifre che avevano come obiettivo quello di fare chiarezza su un tema delicato, ma che invece hanno destato ancora più confusione. Conviene però proseguire per gradi per comprendere la complessità del fenomeno. Sotto la guida dell’ex sindaco Luigi Petrella, il Comune di Castel Volturno si è reso protagonista di una ricerca per quantificare con precisione la presenza di migranti non regolari, ma, vista l’impossibilità di procedere con un vero e proprio censimento (per assenza di documenti e permessi di soggiorno), è stato usato un metodo indiretto, cioè la misurazione della quantità di spazzatura prodotta sul suolo dell’intero paese, confrontandola poi con i valori medi di altri comuni che presentano un numero di abitanti simile a quello della città del litorale domizio. Dall’indagine è emerso un numero pari a circa 21mila “invisibili”, dato che non può essere considerato reale a causa della poca oggettività del criterio scelto per il conteggio. Anzi, si può dire che per il momento non esistono metodi imparziali per riuscire nell’intento.
Castel Volturno è la città italiana a registrare la maggiore presenza di residenti di origine straniera. Secondo i dati Istat aggiornati al 31 dicembre 2023, sul territorio castellano risiedono 5328 immigrati, dato che equivale al 16,93% dell’intera popolazione (29524). Come ben detto più volte, la percentuale più alta di abitanti stranieri deriva dal continente nero, principalmente da Nigeria e Ghana, che insieme toccano il 60%. Castel Volturno, infatti, ospita due delle più grandi comunità nella penisola italiana appartenenti proprio ai due Paesi africani.
C’è poi una discreta rappresentanza di migranti provenienti dall’Est Europa, con Ucraina, Romania e Polonia davanti a tutti (15%). Un numero, quello complessivo inerente gli immigrati presenti qui, destinato a crescere, soprattutto perché i nuovi arrivati in Italia tendono a scegliere territori con un’alta presenza di connazionali con lo scopo di integrarsi meglio e quanto prima. È da questi trasferimenti e spostamenti che sorge il problema analizzato: parte degli stranieri che si ferma per abitare sul litorale lo fa senza riuscire ad ottenere documenti validi. In realtà, sono veramente pochi quelli che vogliono restare a Castel Volturno, o in generale in Campania. In molti sperano di ottenere nel più breve tempo possibile il pass per trasferirsi in città del nord o addirittura all’estero, ma nel frattempo finiscono per soggiornare qui. E, quindi, si arriva alla domanda spinosa: quanti immigrati irregolari si trovano sul territorio di Castel Volturno? Sarebbe alquanto presuntuoso affibbiarsi la capacità di stabilire un dato corretto, perché ad oggi è quasi impossibile dare una risposta.

Esistono due attestati, i codici STP e ENI (Straniero Temporaneamente Presente e Europeo Non Iscritto), che vengono rilasciati ai cittadini extracomunitari non regolari e ai cittadini europei non residenti in Italia per garantire l’accesso alle prestazioni sanitarie. Si tratta di codici che vanno rinnovati ogni sei mesi. Contattata da Informare, la dott.ssa Rosa Montesano, Direttore F.F. U.O.C. Coordinamento Sociosanitario e Dirigente Responsabile U.O.S.D. Integrazione Aree Fragilità e Immigrati dell’Asl di Caserta, ci ha gentilmente fornito i dati di tutti i certificati rilasciati nell’intero 2024 nel Distretto 23, di cui fanno parte insieme Castel Volturno e Mondragone: 1345 tessere STP e 30 ENI.
In questo modo è stato possibile avere un numero certo di soggetti senza permesso di soggiorno che negli ultimi dodici mesi hanno usufruito di un qualsiasi servizio medico pubblico. «Non è possibile arrivare al numero totale di immigrati irregolari presenti sul territorio sommando i codici in quanto ci sono alcune variabili che potrebbero incidere, come i cosiddetti “doppioni”, perché spesso per una singola persona vengono fatte due o più tessere» dice la dott.ssa. Quello che si potrebbe fare, invece, è capire che tipo di prestazioni sanitarie sono richieste da coloro che richiedono i codici STP e ENI, dato che sarà sicuramente più sicuro e attendibile. Informare è già a lavoro.
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