
Prima o poi qualcuno riuscirà, o meglio sarà in grado di capire che la questione Castel Volturno deve essere affrontata? Questa terra sfortunata si porta dietro da decenni enormi problemi irrisolti, atavici che, da chi ci amministra ad ogni livello, si fa quasi finta di non vedere.
Nella migliore delle ipotesi ci si infinocchia con un protocollo d’intesa o un grande piano Marshall di bonifica. Figuriamoci, nei palazzi del potere si è persuasi che noi bifolchi saremmo disposti a credere al “ciuccio che vola” pur di sentirci normali.
Difficile capire,però, dove finiscano le inettitudini degli amministratori e cominci l’accidia degli amministrati.
Il mantra quotidiano dei cittadini si identifica con una perenne insoddisfazione, salvo però mai assumere un atteggiamento costruttivo quando bisogna attivarsi. Siamo uno dei comuni con meno servizi in Italia. Disponiamo di un patrimonio naturalistico invidiabile, deturpato da tutti i mali possibili. Eppure quando viene data l’opportunità di votare ci si mette a 90 gradi per favorire qualche picciotto.
Quanti comuni in Italia hanno la fortuna di essere bagnati dal mare, attraversati da un fiume, di godere di un enorme lago, di essere attraversati da una riserva naturale ed una enorme pineta e di disporre di un borgo antico con annesso castello arroccato sul fiume? Credo pochissimi. Eppure siamo stati in grado di rovinare tutto o di non salvaguardare nulla.
Cosa ci riserverà questa ennesima campagna elettorale? Quante promesse irrealizzabili? Assisteremo alle solite sfilate di clientelismo? I soliti “mammasantissima” con il loro gruzzolo di voti dettare il da farsi al candidato sindaco offrendogli in cambio dell’acquiscienza la loro dote? Il solito manico di mestieranti che da una vita gestiscono i loro affari attraverso la politica impedendo che questo territorio si riscatti?
Senza una classe politica giovane, seria, professionale, eticamente integra, non arriverà mai l’alba di un nuovo giorno.
Paghiamo lo scotto di avere una cittadinanza disunita, incapace di considerarsi come un popolo unico, con gli stessi obiettivi. Terra di raminghi, profughi, gente senza terra, pendolari, gente che usa il territorio come dormitorio, che non considera cosa accade oltre l’uscio del proprio cancello. Gente che svende il proprio voto in cambio di un gettone.
Quanti vivono a Castel Volturno sentendosi a casa propria? Quanti sono cresciuti qui, si sono sposati, hanno messo su casa e vi hanno creato il centro dei loro interessi personali e professionali ? A quanti brucia davvero questo angolo di mondo? A Pochi, evidentemente.
Tanti si sentono ancora fieramente appartenere ai comuni da dove provengono. Costretti a vivere in questo purgatorio in attesa di ritornare nella loro terra.
È proprio la mancanza di questo senso di appartenenza collettiva che ha permesso a quelle “poche famiglie” di gestire per decenni e decenni la vita di questo comune succhiandogli il midollo, curando il loro interesse senza mai contribuire al bene intero del territorio.
Nell’orizzonte di queste piccole persone esistono solo concetti del tipo “tu ti prendi la sanità e a me i lavori pubblici, a lui invece gli diamo la presidenza del….“.
È impossibile attendersi che possano preoccuparsi della mancanza di un piano regolatore, un piano spiaggia, un piano traffico, che abbiano la capacità di affrontare l’irrisolto problema dei suoli privati di Pinetamare, dove chi vi vive paga le tasse ma non può ricevere servizi. Che abbiano la sensibilità di capire che un comune senza parchi pubblici, strutture sportive idonee, una seria raccolta differenziata e scuole adeguate non ha motivo di essere.
Che non è umanamente ammissibile che possa esistere un luogo dove insistono decine di aree franche, dove i rifiuti abbandonati vengono incendiati. Forse per loro è un’abitudine, ma per il resto del mondo civilizzato è un’aberrazione insopportabile.
Che non si può accettare che qualsiasi stronzo possa far esplodere fuochi pirotecnici deflagranti in un centro abitato all’una di notte senza subirne mai le conseguenze.
Che le spiagge libere in 27 km di costiera si contino sul palmo di una mano, e sono delle fogne a cielo aperto!
E allora. A quei pochi che ancora credono che Castel Volturno potrebbe avere un futuro, a coloro che credono che questo territorio abbia tante potenzialità naturali, professionali, enogastronomiche, culturali, a coloro che si sforzano giorno dopo giorno di credere che anche qui i cittadini abbiano diritto a godere delle ordinarie condizioni di vita, strade, fogne, parcheggi, parchi pubblici, strutture sportive e ricreative, trasporti, piste ciclabili, un mare pulito, scuole degne di un paese civile, sicurezza e ordine pubblico. Io dico: cacciate queste dannate palle, uscite dal vostro perenne letargo, abbandonate la vostra conforte zone e decidete di contribuire seriamente al bene del luogo in cui vivete.
Diversamente andiamo via tutti e lasciamo questo angolo di mondo a quei pochi con i loro voti, in modo che sprofondino nella merda che hanno creato, andiamo a cercare un po’ di normalità altrove e non ci pensiamo più. A noi tutti la scelta!
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