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INTERVISTA. Polizia Municipale, Comandante De Simone: "Senza programmazione non c'è futuro"

Antonio Casaccio
Antonio CasaccioRedazione Informare
15 settembre 202610 min di lettura

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INTERVISTA. Polizia Municipale, Comandante De Simone: "Senza programmazione non c'è futuro"

Indice (10)

  • 1Qual è oggi lo stato della Polizia municipale di Castel Volturno in termini di personale, mezzi e capacità operativa?  
  • 2Il Comune dispone di un importante sistema di videosorveglianza e di numerose fototrappole. Quante apparecchiature sono operative e, con il personale attuale, riuscite a controllarle efficacemente? 
  • 3Alcune associazioni affermano di installare fototrappole e di gestire registrazioni video e audio. È un’attività consentita? 
  • 4Come valuta il fatto che, nel resto dell’anno, il servizio termini alle 20, considerando le caratteristiche del territorio?  
  • 5Quest’estate le strisce blu non sono state attivate. Che cosa è accaduto e da chi è dipesa la mancata partenza del servizio, che avrebbe potuto garantire anche delle entrate al Comune? 
  • 6Lei ha segnalato problemi analoghi anche rispetto alla viabilità della futura Cittadella scolastica? 
  • 7Qual è la lettura che fai di questo documento? Parliamo di casi anche di persone che hanno cambiato piano dello stesso stabile e hanno dovuto pagare.  
  • 8Arriviamo alla nota dolente, ovvero la questione Lidi. Che attività è stata svolta sui Lidi? Quello che emerge sono delle concessioni che vengono rilasciate, come già accertato in numerosi sequestri dalla Guardia di Finanza di Caserta, a persone addirittura condannate in via definitiva per mafia, che quindi non potrebbero beneficiarne, o persone completamente incensurate che però hanno fatto cessione di rami d’azienda a persone che poi sono state inquisite come capi mafia (vedi la questione di Aniello Natale, con Lido delle Rose). Quindi è una situazione grave che accende un grandissimo riflettore su Castelvolturno, ci sono all’interno di indagini antimafia dei Lidi che per adesso non figurano tra gli indagati, che però sono ancora in attività e vengono ricondotti a tutta quella cerchia che faceva parte della fazione Ruzzo-Schiavone. Quindi qual è la situazione? 
  • 9Per quanto riguarda il Parcheggio Domitia Park nell’area di svincolo, su cui noi siamo intervenuti, in cui c’è una chiara situazione di insicurezza… 
  • 10Per quanto riguarda la griglia di Castel Volturno che controlli svolgete? 

La Polizia Municipale è un presidio essenziale per i comuni, ma spesso soffre di carenze di organico che ridimensionano fortemente il loro lavoro. Per una città come Castel Volturno tutto ciò assume profili devastanti. Il comandante Domenico De Simone può contare su 10 agenti invece che dei 50 previsti e quando ti trovi ad affrontare un territorio lungo 27km, allora il servizio da garantire diventa un’impresa. Eppure parliamo di un comune costiero su cui è gravato il peso di problematiche enormi: dalla gestione dei lidi all’abusivismo edilizio diffuso, fino ad arrivare allo sversamento illecito di rifiuti.

Proprio su quest’ultimo punto, le Istituzioni sovracomunali sono intervenute garantendo a Castel Volturno una dotazione di videocamere enorme, peccato che dietro a quelle apparecchiature non ci siano agenti che le visionino in diretta. Insomma: soluzioni non commisurate al dramma che vive il territorio. Per capire nel dettaglio cosa si sta facendo, abbiamo intervistato il comandante della PM di Castel Volturno. 

Qual è oggi lo stato della Polizia municipale di Castel Volturno in termini di personale, mezzi e capacità operativa?  

«Attualmente siamo dieci operatori di Polizia municipale, oltre al comandante: quindi undici persone complessivamente. Il decimo operatore è stato assunto circa un mese fa, attraverso un concorso gestito durante il periodo commissariale. Fino al 20 luglio eravamo nove operatori, oltre al comandante. Il personale viene distribuito principalmente su due turni, dalle 8 alle 14 e dalle 14 alle 20. In concreto, si tratta di quattro o cinque operatori per turno, a seconda delle esigenze.

Durante il periodo scolastico cerchiamo di garantire la presenza all’entrata e all’uscita delle scuole, ma, proprio per la carenza di personale, spesso non riusciamo a essere presenti a Pinetamare. In estate potenziamo il turno pomeridiano e ci occupiamo soprattutto della viabilità. Quest’anno abbiamo concentrato l’attività anche sulla sosta selvaggia, in particolare nell’area del Villaggio Coppola e nelle zone di stazionamento degli autobus. Abbiamo inoltre sequestrato una trentina di ciclomotori. Siamo oggettivamente pochi per un territorio come Castel Volturno. La pianta organica dovrebbe prevedere circa cinquanta operatori. Per un Comune con caratteristiche particolari come il nostro, il rapporto dovrebbe essere di un agente ogni seicento abitanti. Le difficoltà organizzative sono quindi enormi. Nel mese di agosto assicuriamo anche il servizio dalle 18 alle 24 e questo rende ancora più complicata la gestione dei turni». 

Il Comune dispone di un importante sistema di videosorveglianza e di numerose fototrappole. Quante apparecchiature sono operative e, con il personale attuale, riuscite a controllarle efficacemente? 

«Disponiamo di 45 telecamere fisse, installate nell’ambito del progetto “Terra dei Fuochi” e finanziate con fondi della Regione Campania. Abbiamo poi altre 125 telecamere finanziate dal Ministero dell’Interno, entrate in funzione circa un anno fa. Inoltre, possediamo quaranta fototrappole, che vengono spostate sul territorio in base alle esigenze. 

Non possiamo, però, avere un operatore che osservi continuamente tutte le immagini. Il nostro metodo di lavoro è necessariamente inverso: quando individuiamo un cumulo di rifiuti o riceviamo una segnalazione, recuperiamo la scheda della fototrappola o le immagini della telecamera presente nella zona e proviamo a risalire all’autore dello sversamento. 

Questo sistema non ci permette di intervenire sempre durante la flagranza del reato. Se avessimo un operatore incaricato di controllare in diretta le telecamere, potrebbe avvisare immediatamente la pattuglia presente all’esterno». 

Alcune associazioni affermano di installare fototrappole e di gestire registrazioni video e audio. È un’attività consentita? 

«Ho letto sui social della riunione organizzata presso una parrocchia di Pinetamare alla presenza di alcune associazioni. Ho quindi chiesto al Comune se esistesse un albo comunale delle associazioni. Nell’albo risultano Officina Volturno – Informare e altre realtà, ma non ho trovato alcune delle associazioni menzionate durante quella riunione. Quando sento affermare che determinate associazioni installano fototrappole o gestiscono file video e audio, vorrei capire sulla base di quale autorizzazione lo facciano. Il Comune si è dotato di uno specifico regolamento sulla privacy relativo alla videosorveglianza. Bisogna quindi verificare a quale titolo soggetti esterni possano installare queste apparecchiature. Se ciò avvenisse realmente senza le necessarie autorizzazioni, si tratterebbe di un fatto molto grave». 

Come valuta il fatto che, nel resto dell’anno, il servizio termini alle 20, considerando le caratteristiche del territorio?  

«Avrei bisogno di istituire anche un turno notturno. Per un territorio come Castel Volturno sarebbe necessario almeno per creare un effetto di deterrenza. La normativa lo consente nei Comuni che superano i trentamila abitanti. Con l’organico attuale, però, sarebbe impossibile. Un operatore impiegato durante la notte deve poi usufruire dello smontante e del recupero; questo ridurrebbe ulteriormente il personale disponibile nei giorni successivi e rischieremmo di avere soltanto uno o due operatori in servizio». 

Quest’estate le strisce blu non sono state attivate. Che cosa è accaduto e da chi è dipesa la mancata partenza del servizio, che avrebbe potuto garantire anche delle entrate al Comune? 

«Tra gennaio e febbraio la precedente amministrazione guidata dal sindaco Pasquale Marrandino manifestò la volontà di adottare una delibera per ridisegnare e redistribuire le strisce blu a Pinetamare. Avevo chiesto un intervento più ampio sul territorio. Ritengo necessario disciplinare la sosta a pagamento non soltanto a Pinetamare, ma anche in altre zone di Castel Volturno, compreso il centro storico. Nonostante le mie numerose sollecitazioni, siamo arrivati al mese di maggio senza che fosse stato fatto nulla. Non erano state ancora stabilite le tariffe.

L’amministrazione intendeva prevedere agevolazioni o l’esenzione per i residenti, ma non era stata approvata alcuna delibera con il nuovo tariffario. Ho letto l’intervista rilasciata dall’ex assessore Natale, ma alcune ricostruzioni non sono esatte. Il 26 giugno ho presentato personalmente una proposta progettuale, facendo presente che la stagione estiva era già iniziata. La proposta è stata approvata dalla Giunta il 7 luglio ed è poi tornata al Comando per procedere all’affidamento del servizio. A quel punto è sorto il problema della copertura finanziaria. Il Comune non riusciva a reperire le risorse necessarie per attivare contemporaneamente i parcometri e gli ausiliari della sosta, il cui costo era molto elevato. Abbiamo quindi deciso di partire con una soluzione minima: installare i parcometri senza assumere gli ausiliari e affidare i controlli agli operatori della Polizia municipale, compatibilmente con gli altri servizi. 

Alla fine di luglio ho predisposto la determina di affidamento e avviato una richiesta di offerta sul Mercato elettronico della Pubblica amministrazione. Ha partecipato una società di Caserta, che si è dichiarata disponibile a fornire venticinque parcometri di ultima generazione al costo di circa 37 mila euro, oltre Iva. La determina di impegno e affidamento è rimasta presso la ragioneria fino al 10 agosto e non è stata sbloccata. Nel frattempo, il sindaco Marrandino e l’amministrazione si sono dimessi in seguito ai fatti noti. Il commissario, appena insediato, mi ha chiesto di provare comunque ad attivare il servizio, ma il 10 agosto l’azienda non aveva più la disponibilità dei parcometri. L’operazione è stata quindi annullata. Il problema principale è stato il lassismo della precedente amministrazione, nonostante le mie ripetute sollecitazioni». 

Lei ha segnalato problemi analoghi anche rispetto alla viabilità della futura Cittadella scolastica? 

«Già tra ottobre e novembre 2025 avevo segnalato il problema della viabilità della Cittadella scolastica. Si tratta di un progetto molto importante e destinatario di un finanziamento rilevante, ma manca un piano della viabilità. 

Dissi all’ex assessore Giulio Natale e al dirigente dell’Ufficio urbanistico che sarebbe stato necessario affidare il lavoro a un ingegnere o a un esperto di mobilità, perché le automobili che oggi determinano criticità nel centro storico, soprattutto su via Mazzini, si concentreranno domani nell’area della Cittadella scolastica. 

Senza un piano adeguato avremo un problema serio, indipendentemente dal numero di vigili impiegati. L’area si trova vicino alla confluenza con la variante e a una rotatoria; inoltre, allo stato attuale, entrata e uscita coincidono. Potremmo ritrovarci con almeno mille veicoli utilizzati per accompagnare gli studenti, anche perché manca un servizio di trasporto scolastico capace di ridurre il traffico privato. Dal momento della mia prima segnalazione fino alle dimissioni dell’amministrazione non è stato fatto nulla. È una questione che dovrà necessariamente essere affrontata». 

Qual è la lettura che fai di questo documento? Parliamo di casi anche di persone che hanno cambiato piano dello stesso stabile e hanno dovuto pagare.  

«Io ho capito la volontà dell’amministrazione. Quella di ridurre le residenze fittizie. 

Però per un’abitazione che ha un’agibilità strutturale, l’idoneità alloggiativa la vedo fuori luogo. 

Soprattutto per chi oggi cambia veramente piano. Abbiamo avuto difficoltà con persone, con figli che tornano dai genitori, il ricongiungimento familiare. Le ragazze lavorano a Milano, tornano dai genitori e non hanno avuto residenza perché non c’è l’idoneità alloggiativa o perché questa idoneità alloggiativa costa a un tecnico privato circa 300 euro. Come una volta si pagava un funzionario, oggi si paga il tecnico privato. Si paga l’alloggiativa, ti fa un certificato e sei a posto. Però se strutturalmente è compromesso, chi lo va a vedere?». 

Arriviamo alla nota dolente, ovvero la questione Lidi. Che attività è stata svolta sui Lidi? Quello che emerge sono delle concessioni che vengono rilasciate, come già accertato in numerosi sequestri dalla Guardia di Finanza di Caserta, a persone addirittura condannate in via definitiva per mafia, che quindi non potrebbero beneficiarne, o persone completamente incensurate che però hanno fatto cessione di rami d’azienda a persone che poi sono state inquisite come capi mafia (vedi la questione di Aniello Natale, con Lido delle Rose). Quindi è una situazione grave che accende un grandissimo riflettore su Castelvolturno, ci sono all’interno di indagini antimafia dei Lidi che per adesso non figurano tra gli indagati, che però sono ancora in attività e vengono ricondotti a tutta quella cerchia che faceva parte della fazione Ruzzo-Schiavone. Quindi qual è la situazione? 

«L’attività quest’anno è stata un po’ più incisiva rispetto agli altri anni. Noi abbiamo sequestrato, di iniziativa nostra, quattro lidi, fra cui anche quello di Aniello Natale. Abbiamo sequestrato lo stabilimento balneare, sequestro convalidato dall’autorità giudiziaria per costruzione abusiva.  

Il nostro controllo è sulla costruzione ed edificazione dei manufatti ed è sulla parte amministrativa, sulla parte di somministrazione di alimenti e bevande. Non a caso, l’ultimo accertamento fatto presso lo Shati, noi abbiamo fatto un verbale amministrativo perché avevano la somministrazione non autorizzata e abbiamo sequestrato, sempre insieme alla Capitaneria di Porto, una parte del ristorante e un locale adibito al bar. 

Abbiamo sequestrato il Vaga a Ischitella, un’altra struttura bella e importante che aveva fatto delle opere abusive enormi, l’abbiamo sequestrato. Abbiamo infine altri due o tre accertamenti importanti da fare. Abbiamo sequestrato degli ombrelloni su spiagge libere a Bagnara e Destra Volturno. Le attività che ci siamo ripromessi di fare con la Capitaneria di Porto è quella di verificare, dopo il mese di settembre, se tutti i stabilimenti balneari effettivamente smontano le attrezzature o no». 

Per quanto riguarda il Parcheggio Domitia Park nell’area di svincolo, su cui noi siamo intervenuti, in cui c’è una chiara situazione di insicurezza… 

«Sto prendendo tutta la documentazione perché vorrei partire dalle origini, perché per me è strana quel tipo di concessione che è stata rilasciata. Voglio andare a fare un sopralluogo per quanto riguarda la viabilità e voglio capire come intervenire perché effettivamente c’è un problema di pericolo. Mi sono ripromesso a stretto giro di intervenire e capire meglio la situazione». 

Per quanto riguarda la griglia di Castel Volturno che controlli svolgete? 

«Lì è sotto sequestro e il custode giudiziario è il Comune. Noi andiamo periodicamente a prendere i formulari dei rifiuti che rimangono che sono sversati. Però ad oggi è una griglia. Non depura nulla. Si fermano i rifiuti che vengono dai Regi Lagni e ci sono i dipendenti della SMA Campania che puliscono».

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