
A Steccato di Cutro (Kr), si è svolta la veglia in memoria delle vittime della strage di Cutro del 26 Febbraio del 2023. Perché esistano gli anniversari è una domanda che trova risposta nel ripercorrerne le ragioni e i moti sociali.
Due anni fa, un’imbarcazione partita dalla Turchia, la cosiddetta Summer Love, con a bordo circa duecento persone è naufragata a largo delle coste crotonesi. I corpi dei migranti e delle migranti si sono riversati, senza più speranze, sulle spiagge di Steccato di Cutro.
Alcune persone tra le 80 sopravvissute erano presenti alla veglia commemorativa organizzata dalla redazione di Crotone News. La memoria è stata rivolta alle bare numerate esposte due anni fa, alle persone disperse, al dolore, a sé stessi.
Le vittime accertate, ovvero i corpi restituiti dal mare, sono 94. I pescatori della spiaggia cutrese hanno provveduto al recupero dei cadaveri, le scene dei pescatori che provano a trasmettere la disumanità dei fatti è eloquente. Le politiche italiane sulla gestione dei flussi migratori, che criminalizzano il movimento umano e rende i processi di inclusività e integrazione sociale lunghi e difficili, sono complici dell’accaduto (Fonte numerica: Medici Senza Frontiere).
Oltre le politiche esclusive, criminalizzanti e disumanizzanti, al momento della rottura dell’imbarcazione che trasportava i migranti al largo delle coste calabresi la Guardia Costiera era al corrente dei fatti. Ci si chiede, ancora oggi, per quale motivo non si sia verificato alcun intervento tempestivo per salvare le persone a bordo. La Procura di Crotone ha individuato sei indagati per naufragio colposo e omicidio colposo plurimo nei confronti di quattro membri della Guardia di finanza e due della Capitaneria di porto.
«Intanto nel Mediterraneo, dal 2014 a oggi, sono scomparse oltre 31mila persone. Per loro e per tutte le persone in movimento che tenteranno la traversata in futuro, ribadiamo la necessità di una missione Sar europea insieme a un allargamento delle vie legali e sicure di accesso in Europa e chiediamo la fine degli accordi con Paesi Terzi che non rispettano i diritti umani, come Libia e Tunisia», scrive Emergency in una nota congiunta di dieci Ong .
È così che si è giunto a parlare di strage di Cutro. Ed è con la memoria e con una presa di responsabilità che bisogna mirare a smettere di assistere a stragi di migranti nel Mediterraneo.
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