
I valori della Costituzione e della nostra Repubblica non sono semplici principi scritti su carta, ma obiettivi precisi che ogni giorno la società italiana ha il dovere di perseguire. Questa è la sintesi del progetto nazionale proposto dall’Istituto di Studi Politici San Pio V di Roma e presentato a giugno a Giugliano, presso l’Hub di Palazzo Palumbo, alla presenza del Prefetto di Napoli Michele di Bari, del Presidente dell’Istituto, il professor Paolo de Nardis, dell’ex parlamentare Antonio Iodice e delle autorità civili e politiche dell’area Nord di Napoli. L’evento è stato aperto dall’intervento di diversi studenti, fra cui quello del nostro giornalista Domenico Barbato. La lectio magistralis tenuta dal Prefetto ha posto le basi per il progetto voluto in occasione degli 80 anni dall’istituzione della Repubblica Italiana, e che si protrarrà fino al 2027.

Il Prefetto di Bari ha tenuto a rimarcare la capacità della nostra Costituzione di essere “presbite”, di guardare lontano, anche per questioni, come quella dell’intelligenza artificiale, che nel 1948 non sarebbero state nemmeno lontanamente immaginabili; e ancora, la necessità di prendere il testimone delle generazioni che ci hanno preceduto: «Io credo che la Repubblica sia nata non come un insieme di diritti acquisiti, ma come un patto, un’alleanza civile che ogni generazione rinnova e consegna alla successiva. E questo significa soprattutto avere a cuore quella che è l’umanità, un umanesimo plurale, un umanesimo che ci dà contezza di ciò che l’uomo è, ma soprattutto di ciò che può essere nella visione della nostra Carta Costituzionale».

L’obiettivo del progetto, “prepolitico e apartitico”, è quello di aprire un ampio dibattito sugli scopi materiali della nostra Costituzione e sulla modalità di esercizio di questi ultimi in una società che sembra si stia sempre più allontanando dalle Istituzioni sulle basi delle quali è stata fondata. Il programma è stato definito un “cantiere aperto” dal professore Iodice, e comprenderà cineforum, discussioni, progetti per le scuole ed un concorso di scrittura per le studentesse e gli studenti con riconoscimento pubblico.
Un’iniziativa che punta a rianimare la società civile, locale e non, facendole vivere materialmente i valori della nostra Repubblica. E da qui prendiamo in prestito le parole pronunciate dallo stesso Prefetto in occasione dell’evento: «Vi sono ricchezze che si consumano dividendole. Il bene comune, invece, cresce proprio nel momento in cui è partecipato e condiviso fra tutti».
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