
Ieri a Giugliano in Campania sono state date alle fiamme le abitazioni assegnate ad alcune famiglie di etnia rom in un bene confiscato alla camorra. L’evento si inserisce in un quadro complesso e preoccupante, rappresentato da una vera e propria emergenza abitativa che la città vive ormai da anni, scontrandosi con la “questione rom” altrettanto importante; una “guerra tra poveri” che rischia di sfociare in tragedia.
Diversi sono i campi rom nella città di Giugliano, e ultimamente quello di Via Carrafiello è stato colpito da un ordine di sgombero, che ha portato la comunità a spostarsi circa 50 metri più avanti, liberando la proprietà di Micillo. La questione Rom è ormai una problematica storica della città di Giugliano, oggetto di ogni programma elettorale durante le Amministrative. Allo stesso tempo la comunità rom continua a vivere in campi fatiscenti: campi a tutti gli effetti illegali, insalubri, in cui i residenti (fra cui molti sono a tutti gli effetti cittadini italiani) sono costretti a sopravvivere in condizioni al limite dell’umano. Non è semplicemente auspicabile, bensì è necessario che sia l’autorità comunale, che quella nazionale, predispongano delle soluzioni efficienti che permettano una reale integrazione tra la comunità rom e quella italiana, per il bene dell’intera città
Nonostante spesso dei rom (chiamati impropriamente “nomadi” nonostante non si spostino mai volontariamente dalle proprie abitazioni) si dica che sia loro volontà abitare nei campi, ciò è assolutamente falso, una scusa utilizzata a scopo demagogico affinchè nessuno sia obbligato ad occuparsi concretamente della questione. A dimostrazione delle forti tensioni presenti a Giugliano nei confronti della comunità rom, le abitazioni che sono state assegnate alle famiglie ad essa appartenenti sono state, ieri 30 maggio, date alle fiamme affinchè non fosse reso possibile il loro accesso nell’immobile.
L’incendio di stamane non è altro che un avvertimento: «Qui non vi vogliamo, non meritate una casa» per cui sarebbe interessante capire chi sia stato il responsabile di tale azione. Ciò che con certezza conosciamo, è il disprezzo della stragrande maggioranza della popolazione giuglianese nei confronti della comunità che abita i campi, ma soprattutto il fatto che molte famiglie della città stiano in questi mesi affrontando un’emergenza abitativa importante. A Casacelle una decina di famiglie abita ancora in bungalow prefabbricati di pochi metri quadri, fiaccati da infiltrazioni e condizioni di vita pessime. Contestualmente alla disperazione della comunità rom c’è quindi il dissenso degli sfollati di Casacelle, espresso in passato, e anche successivamente all’incendio verificatosi stanotte.
La questione abitativa a Giugliano è un fatto serio, e investe l’intera comunità rom, così come quella di Casacelle e di molte altre aree della città. Sarebbe auspicabile da parte delle autorità competenti e della politica locale un piano per risolvere questa vera e propria emergenza, che non può e non deve essere sottovalutata. Ieri è stato incendiato un immobile vuoto, domani non sappiamo in quale altro modo le tensioni fra i cittadini andranno ad esprimersi. É impellente una presa di posizione da parte delle istituzioni, anche a livello nazionale, affinchè la questione abitativa a Giugliano venga risolta prima che si verifichino altri episodi del genere.
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