
A Lago Patria l’emergenza idrica continua tra PEC ignorata e promesse milionarie. La quotidianità in via Torre Magna è ormai fatta di taniche, rabbia e silenzi istituzionali.
In via Torre Magna, una strada della frazione di Giugliano in Campania, la situazione è diventata insostenibile: da circa venti giorni i rubinetti sono a secco o funzionano a singhiozzo, tra interruzioni totali e flussi totalmente deboli da non bastare neanche per cuocere la pasta. E mentre le famiglie fanno i conti con taniche e bottiglie, le istituzioni sono mute.
Chi vive in queste zone ormai misura il tempo scrivendo e inviando PEC, per esattezza, spedite nell’arco dell’emergenza, una al Ministero della Salute, una All’Asl Napoli 2 Nord e una alla Procura di Napoli Nord. Risposte? Nessuna. Il silenzio dell’amministrazione pubblica sembra però riecheggiare più forte dell’acqua che manca nei tubi e pare che anche che un cimitero sia più rumoroso. Nel frattempo, i residenti parlano di emergenza e come dar loro torto?
Non si tratta di un guasto temporaneo. La mancanza d’acqua a via Torre Magna, ma anche nelle aree circostanti, ha ormai i contorni di una crisi che diventa quasi normalità. Una crisi che mette a rischio l’igiene, la salute e la dignità delle persone. L’unico segnale appare però il piano per la progettazione di un’opera da 11 milioni di euro, finanziata dalla Regione Campania, con l’obbiettivo di “rinforzare e rendere più efficiente la rete idrica comunale”. A renderlo noto è stato il sindaco di Giugliano, Diego D’alterio, al termine di un incontro in prefettura convocato quando l’emergenza era già on pieno corso e dopo tante PEC senza risposta. Ma i tempi?
Il punto sono proprio i tempi: mentre si parlano di milioni la gente si lava alla meglio. Si fanno scorte d’acqua come se fosse il Dopoguerra. Si bussa ai parenti per lavare i panni. Così si potrebbe continuare con l’ironia. Si potrebbe pensare che il silenzio delle istituzioni sia dettato dal fatto che nessuno riesce a lavarsi per uscire da casa. Oppure scherzare sull’arrivo dei 11 milioni come un miraggio in pieno deserto. Ma l’ironia è utile fino a un certo punto, utile diventa l’indignazione.
Il punto è esattamente questo: mentre si parla di milioni e di progetti, la gente si lava come può. Fa scorta d’acqua come se fosse il Dopoguerra. Lava i panni a casa dei parenti. Prepara la cena col cronometro, sperando che l’acqua non si esaurisca prima della pasta. A Lago Patria è emergenza idrica, famiglie senza acqua, e in molti si chiedono se chi amministra questa emergenza comprenda davvero cosa significhi vivere senz’acqua per venti giorni. Non per due ore, non per una sera: venti giorni. Consecutivi.
Certo, si potrebbe fare dell’ironia. Si potrebbe pensare che il silenzio delle istituzioni sia dettato dal fatto che nessuno riesce a lavarsi per uscire di casa. Oppure si potrebbe scherzare sull’arrivo dei 11 milioni come di un miraggio in pieno deserto. Ma qui non c’è niente da ridere. C’è solo da indignarsi.
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