
Il 17 Maggio, come ogni anno, si celebra la Giornata mondiale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, promossa dal Comitato Internazionale per la Giornata contro l’Omofobia e la Transfobia, riconosciuta dall’Unione europea e dalle Nazioni Unite. L’obiettivo della giornata è quello di promuovere e coordinare eventi internazionali di sensibilizzazione e prevenzione per contrastare i fenomeni d’odio.
Il 17 maggio è la Giornata internazionale contro l’omofobia, istituita nel 2004 per commemorare la decisione del 1990 di depennare l’omosessualità come malattia mentale, contrastando le pratiche pseudoscientifiche di “terapie di conversione“. Pratiche attuate per cambiare l’orientamento sessuale di una persona dall’omosessualità all’eterosessualità, oppure ad eliminare o quantomeno ridurre i suoi desideri e comportamenti omosessuali. Venivano tentate diverse tecniche, incluse modificazione del comportamento, terapia dell’avversione, psicoanalisi, lobotomia, preghiera e terapie religiose come l’esorcismo. Le ricerche condotte dalla comunità scientifica non sono mai riuscite a riprodurre i risultati dichiarati dalle associazioni che promuovono queste pratiche. Tali ricerche ne hanno solo evidenziato la pericolosità.
La giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia, la transfobia è stata ideata da Louis-George Tin, uno scrittore e attivista per i diritti LGBT francese impegnato nella lotta contro omofobia e razzismo. Nel 2003 dirige il Dictionnaire de l’homophobie, libro collettivo redatto da 75 autori, pubblicato con una prefazione di Bertrand Delanoë. Il Dizionario analizza l’omofobia attraverso le teorie basandosi su vari fattori: dalla teologia alla psicoanalisi, passando per antropologia e biologia, analizzando i punti di vista dei protagonisti dell’omofobia, in qualità di vittime o di omofobi, gli ambienti sociali in cui l’omofobia è normalizzata, i temi della retorica omofoba e infine la situazione di diversi paesi e regioni nel mondo. Nel 2004 fonda un’associazione, An Nou Allé, che raggruppa i neri omosessuali. Nel 2005 un’altra delle associazioni da lui fondate, il Comitato IDAHO, lancia la Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia.
La prospettiva sul fronte LGBT nel nostro paese non è rassicurante. Infatti, secondo le stime, siamo scesi dalla 34° alla 36° posizione per i diritti LGBT. La discesa non è un qualcosa di così difficile da immaginare. La condanna della Chiesa sull’affermazione di genere, sui cambi di sesso biologico e sulla maternità surrogata, contenuta nella dichiarazione Dignitas Infinita, ha creato sconcerto nella comunità cristiana Lgbt a Roma. Un’altra causa è la dichiarata guerra del governo alle famiglie arcobaleno e all’assenza totale di politiche che possano ampliare i diritti e abbattere le discriminazioni. Siamo sotto persino all’Ungheria di Orban, che è 30esima. La maggior parte dei paesi candidati all’adesione UE sono indietro rispetto agli impegni presi. Turchia e Georgia, anch’esse desiderose di approdare nell’Unione Europea, stanno erodendo attivamente i diritti umani e le libertà fondamentali.
Un altro dei motivi principali è la crescita di discorsi politici pieni di omobitransfobia. Un esempio lampante è la scelta dell’Italia di non firmare la dichiarazione per la promozione delle politiche europee a favore delle comunità Lgbt. A commentare la vicenda è la Ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Roccella: “Ancora una volta la sinistra non ha il coraggio delle proprie posizioni e preferisce nascondersi dietro le solite bugie”.
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