
Si chiama “Arrevutamm Pride” e si terrà a Napoli il 28 giugno in occasione dell’anniversario dei moti di Stonewall. È questa la nuova iniziativa promossa da vari collettivi del napoletano, con l’obiettivo di discostarsi dai Pride istituzionali e di unire sotto la stessa bandiera vari temi come il diritto all’abitare e la questione palestinese, il tutto insieme e in relazione alla tutela dei diritti della comunità LGBTQ+.
Molto spesso all’interno dei Pride istituzionali, ultimo a Roma, molti marchi hanno fatto da sponsor per pulire la propria immagine nei confronti della comunità LGBTQ+, con un atto più comunemente chiamato “rainbow-washing”. Proprio per questo motivo a Napoli si è deciso di organizzare questo evento senza sponsor, indipendente e autofinanziato, che si pone come obiettivo quello di non vendere alle grandi compagnie le proprie rivendicazioni e di costruire un Pride intersezionale, che sia del popolo e non delle associazioni.
Proprio quello dell’intersezionalità è un tema fondamentale di questo evento, con gli organizzatori che tramite la pagina social di “Arrevutamm Pride” ci spiegano come i vari temi in cui la città di Napoli da anni lotta, come l’emergenza abitativa, siano collegati al sostegno alla comunità queer e come non ci possa essere uno senza l’altro.
In un post sui propri canali social, gli organizzatori del 28 giugno hanno spiegato anche le scelte che hanno portato a costituire questo logo per l’evento.
Il triangolo rosa rovesciato è un simbolo che rappresentava l’oppressione dei movimenti queer globali, ma ad oggi questi ultimi se ne sono riappropriati. Il nome dell’evento, invece, rappresenta la rabbia che brucia il mondo e si fa motore di trasformazione. L’azzurro sullo sfondo a rappresentare il colore della città di Napoli e infine la rete di colore bianco come quella di una Kefiah, a rappresentare il supporto al fianco del popolo palestinese.
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