
Si è svolto nella mattinata di mercoledì 10 luglio, a partire dalle ore 9:30, presso Villa Colonna Bandini (adiacente al CTO dei Colli Aminei, a Napoli), il convegno “La sicurezza non è un dettaglio”, promosso dalla Fillea CGIL Campania in collaborazione con la Direzione Regionale INAIL Campania e il Centro per la Formazione e Sicurezza (CFS) della Provincia di Avellino. L’iniziativa ha voluto riportare al centro dell’attenzione il tema, spesso trascurato, della sicurezza nei luoghi di lavoro, con una riflessione a più voci che ha coinvolto istituzioni, sindacati, esperti e cittadini.
Hanno preso parte al dibattito diversi esponenti del mondo sindacale e degli enti preposti alla prevenzione e al controllo:
Durante il convegno è emersa con forza la gravità della situazione in Campania, dove la maggioranza delle morti sul lavoro si verifica nel settore edile, in particolare per cadute dall’alto. Il direttore dell’Ispettorato del Lavoro per Napoli, Giuseppe Cantisano, ha ricordato che l’INL dispone della possibilità di sospendere le attività imprenditoriali in presenza di lavoratori in nero o violazioni delle norme di sicurezza. Da parte sua, Giovanni Solimene ha denunciato l’inefficacia di una strategia esclusivamente repressiva: “La politica della sanzione non ha funzionato”, ha affermato, proponendo di premiare i comportamenti virtuosi, come quello del lavoratore che indossa correttamente il casco.
Ampio spazio anche al tema dell’omertà e della scarsità di segnalazioni. È stato ribadito che la sicurezza sul lavoro non può essere separata dalla sicurezza occupazionale: chi è precario o irregolare è anche più vulnerabile e meno incline a denunciare. L’INPS Campania ha citato anche il progetto “Sommerso estate”, volto a contrastare il lavoro nero durante la stagione estiva. Un altro nodo cruciale riguarda la carenza di ispettori, che rende impossibile garantire controlli capillari e tempestivi: non esiste un rapporto 1:1 tra ispettori e aziende. Da qui l’appello alla necessità di sviluppare una vera cultura della sicurezza, basata su formazione, prevenzione e partecipazione attiva.
Il consigliere regionale Massimiliano Manfredi ha ricordato l’approvazione, da parte della Regione Campania, di una legge sul lavoro che consente agli enti pubblici di costituirsi parte civile nei processi per morti sul lavoro. Manfredi ha poi segnalato una criticità ricorrente: la difficoltà nel trasferimento della notizia di reato che se non arriva tramite la stampa o i sindacati, spesso non raggiunge le istituzioni competenti.
Ha inoltre evidenziato l’aumento del fondo di assistenza regionale per i familiari delle vittime, l’introduzione di ordinanze contro il lavoro nelle ore più calde e una proposta per rendere la sicurezza “conveniente”, premiando le aziende più attente alla prevenzione con vantaggi nei bandi e nei finanziamenti pubblici. Ha infine chiesto un maggiore impegno delle commissioni provinciali di controllo, che secondo lui devono essere rese più efficaci.
Uno dei momenti più intensi del convegno è stato dedicato alle testimonianze dirette. Tre sorelle hanno raccontato, con voce commossa, la perdita del padre sul lavoro. Anche il musicista Nando Misuraca, che perse il padre 25 anni fa in un incidente sul lavoro, ha condiviso la propria storia. L’attore Francesco Rivieccio ha invece recitato un testo di Raffaele Viviani del 1925, ancora drammaticamente attuale nel rappresentare l’assenza di tutele nel mondo del lavoro.
Sono stati proiettati video-testimonianze di operai coinvolti in gravi infortuni o che hanno assistito alla morte di colleghi, e quattro video informativi sui rischi più diffusi:
Il convegno si è concluso con un messaggio chiaro: la sicurezza sul lavoro non può essere un optional, né può essere affidata al caso o alla buona volontà dei singoli. È una responsabilità collettiva che chiama in causa istituzioni, aziende, lavoratori e opinione pubblica. Come ha ricordato il titolo dell’evento: “La sicurezza non è un dettaglio”, ma un diritto fondamentale che va difeso ogni giorno.
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