
Si è svolto, in due giornate all’insegna della legalità, venerdì 11 e sabato 12 ottobre, il terzo appuntamento del forum dedicato ai beni confiscati alla criminalità organizzata, con una panoramica sulle modalità e sull’efficienza del loro riutilizzo, sia in chiave nazionale che internazionale. Nella due-giorni una varietà enorme di ospiti di grande caratura tra magistrati, politici e giornalisti.
È di Mario Morcone, assessore alla sicurezza della Regione Campania, l’onore di aver organizzato questa due-giorni, la prima dedicata alla presenza di magistrati, la seconda, a cui noi abbiamo preso parte, riservata al mondo della Pubblica Amministrazione.
La prima parte del convegno ha infatti visto uniti al tavolo figure di spicco come il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e la Sottosegretaria di Stato Wanda Ferro, oltre a svariati assessori – chi in presenza e chi mandando un messaggio/videomessaggio – da più regioni d’Italia. A moderare il direttore de Il mattino Roberto Napoletano.
Seconda parte invece dedicata all’ambito internazionale con la presenza di ospiti da Argentina, Paesi Bassi, Francia, o direttamente dalla Commissione europea, ma anche del prefetto Bruno Corda. A moderare il giornalista Marco Damilano. Prevista anche la presenza del Ministro dell’Interno Piantedosi, assente però al forum
C’è tempo anche per una sfilata di EvaLab, laboratorio di alta sartoria creato dalla cooperativa Eva, con sede in un bene confiscato e che vanta tessuti donati da Gucci.
Da sfondo al forum sui beni confiscati fa l’indagine che ha coinvolto 52 operatori campani che compongono nell’insieme un presidio di legalità che impiega oltre 700 persone (35% dei quali con contratto di lavoro a tempo indeterminato).
Gli operatori gestiscono oltre 70 beni confiscati. Dall’indagine emerge una crescita culturale dell’intera comunità di riferimento, generando benefici a più di 46.000 persone, ma emergono anche alcune difficoltà legate prevalentemente agli ostacoli burocratici e ai problemi struttrali relativi ai beni assegnati, che metterà in evidenza l’assessore Morcone.
Partecipa, seppur poco a causa di altri impegni, alla tavola rotonda il sindaco di Napoli, che parte con una domanda provocatoria: “la gestione dei beni confiscati è un problema o un investimento?”. Continua poi motivando la sua preferenza sulla seconda ipotesi: “Ridare un’anima a queste realtà vuol dire comunicare a quelle località che lo Stato c’è ed è più forte della ciminalità”. Conclude poi con un monito in cui ricorda come “soltanto dalla dignità delle istituzioni può partire la lotta alla mafia“.
Ad animare il dibatitto ci pensa poi proprio Mario Morcone, che punzecchia la Sottosegretaria Ferro su un paio di temi.L’assessore lamenta infatti l’eslusiva competenza di programmazione lasciata all’Agenzia di Stato, anzichè riservarla alla Regione: “Come può l’Agenzia decidere il numero di case spettanti alle donne vittime di violenza?”
Esprime inoltre perplessità sulla scelta dell’Agenzia di conservare la proprietà del bene anche una volta che questo è stato assegnato. Si scaglia infine contro “l’ignoranza” dell’opinione comune, insinuatasi anche in alcune istituzioni, che trascurerebbe l’importanza delle misure preventive. Il bersaglio della critica è infatti il TAR, la cui linea fa prevalere le misure interdittive.
Un dibattito almeno in apparenza costruttivo, che non manca però di ricordare come l’Italia sia sempre più un modello di riferimento per la gestione di beni confiscati alla criminalità organizzata.
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