Ultimo Magazine
Magazine di Settembre - Arcangelo
Magazine Settembre 2026

Magazine di Settembre - Arcangelo

Sfoglia ora
Informare Online

Home
La Redazione
  • Speciali
Officina Volturno
  • Storia di Napoli a fumetti
  • Premio "città di Castel Volturno"
  • Informare con l'Arte
  • PCTO nelle scuole
  • Lavoro e Servizi
Inchieste
Video
Sostienici
  • I nostri sostenitori
AttualitàAmbientePoliticaCulturaSpettacoloSocialeSportCastel VolturnoComunicati StampaPubblicazioni Scientifiche
Logo Informare Online

Magazine di promozione culturale, periodico mensile gratuito, che nasce nel 2002 a Castel Volturno, fondato da Tommaso Morlando, in concomitanza con una forte attività associazionistica praticata dal Centro Studi Officina Volturno sul territorio, in termini di salvaguardia ambientale e testimonianza contro la criminalità organizzata.

Magazine del mese

Magazine di Settembre - Arcangelo
Magazine Settembre 2026Sfoglia ora

Link Utili

  • Home
  • Contatti
  • La redazione
  • Punti di Distribuzione
  • Sostienici
  • I Nostri Sostenitori
  • Archivio Magazine

Categorie

  • Attualità
  • Ambiente
  • Politica
  • Cultura
  • Spettacolo
  • Sociale
  • Sport
  • Castel Volturno
  • Comunicati Stampa
  • Pubblicazioni Scientifiche

Seguici su

Scarica l'App

© 2026 Informare Online. Tutti i diritti riservati.

Testata giornalistica reg. Tribunale di S. M. Capua Vetere N° 678 del 03/04/2007
Home
La Redazione
Officina Volturno
Inchieste
Video
Sostienici
ApprofondimentiCultura

A Napoli la morte non fa paura

Giovanni Cosenza
Giovanni CosenzaRedazione Informare
2 novembre 20234 min di lettura

Condividi su

WhatsAppFacebookX (Twitter)Telegram
A Napoli la morte non fa paura

Indice (2)

  • 1Le “capuzzelle” di Napoli e la morte che rende tutti uguali
  • 2O murticiello… o il torrone dei morti

“Napoli e i napoletani hanno con la morte un rapporto particolare, molto stretto. E con la loro proverbiale ironia sono stati capaci di farsela amica, esorcizzandola. E se la morte altrove segna la fine di tutto, almeno su questa terra, a Napoli non è affatto così”.

Il calendario cattolico, questa settimana, segna due ricorrenze importanti: la solennità di Ognissanti e la Commemorazione dei fedeli defunti, legata una all’altra per il loro significato “escatologico”, che riguarda cioè le realtà ultime. A Napoli, potremmo dire, è festa grande perché da sempre il culto dei morti ha un posto particolare nella sensibilità popolare. Il Comune ha organizzato la seconda edizione di “Uànema: festa degli altri vivi” e predisposto il piano traffico ad hoc in previsione della grande affluenza ai cimiteri.

Le “capuzzelle” di Napoli e la morte che rende tutti uguali

I napoletani hanno con la morte un rapporto particolare, molto stretto. E con la loro proverbiale ironia sono stati capaci di farsela amica, esorcizzandola. E se la morte altrove segna la fine di tutto, almeno su questa terra, a Napoli non è affatto così. Chi muore non va mai veramente via, e non solo dagli affetti di chi gli ha voluto bene, ma rimane in qualche modo una presenza “sensibile”, che si tocca. È il caso delle “capuzzelle” sparse in parecchi cimiteri ipogei della città: le più famose sono al Cimitero delle Fontanelle, alla Sanità, o alla chiesa del Purgatorio ad Arco lungo via dei Tribunali. Qui, almeno fino a qualche decennio fa, i napoletani erano soliti adottare un teschio, al quale si tributavano le cure come se fosse vivo. Pulito periodicamente, adornato, accarezzato, onorato con le preghiere di suffragio, in una sorta di “do ut des“: io prego per te, che forse in vita non hai avuto nessuna fortuna, tu dal canto tuo, preghi per me e mi elargisci i favori celesti.

Immagine articolo
Una “capuzzella” del Cimitero delle Fontanelle alla Sanità

Ma la morte diventa anche strumento di equità sociale in una città da sempre divisa tra la sua parte ricca e nobile e la sua parte popolare, che ne è l’anima più profonda. È il racconto che ne fa Totò nella sua celebre “Livella” dove due i personaggi, molto diversi tra di loro per estrazione sociale, entrambi morti, sepolti l’uno accanto all’altro, benché abbiano avuto una vita molto diversa per comodità e ricchezze, sono resi uguali proprio dalla morte: “

“‘A morte ‘o ssaje ched’è? E’ ‘na livella:
‘nu rre, ‘nu maggistrato, ‘nu grand’ommo,
trasenno ‘stu canciello ha fatt’o punto
c’ha perzo tutto, ‘a vita e pur’o nomme”.

O murticiello… o il torrone dei morti

Ogni festa che si rispetti ha il suo piatto o dolce tipico. Così a San Giuseppe si mangia la zeppola, a Pasqua le pastiere invadono le vetrine delle pasticcerie. In questi giorni tocca al torrone dei morti, che i più anziani ancora chiamano “o murticiello“. Non è il torrone che tutti conosciamo, fatto con zucchero e mandorle, ma un lingotto di cioccolata farcito con le nocciole. La forma richiama la bara, le nocciole o la frutta secca con la quale è farcito rimandano alle ossa dei morti. Un dolce apparentemente macabro ma capace di esorcizzare ancora una volta la morte e rendere questo evento ineluttabile meno amaro e più facile da sopportare. La tradizione popolare riteneva che nella notte tra Ognissanti e il 2 novembre i defunti tornassero dall’aldilà per rendersi visibili ai vivi. Avevano affrontato un lungo viaggio e quindi bisognava rifocillarli, facendo trovare loro qualcosa da mangiare. Il torrone non poteva mai mancare.

Immagine articolo
O murticiello o torrone dei morti
Tags
  • #defunti
  • #morte
  • #Napoli
  • #tradizioni
Giovanni Cosenza
Redazione Informare

Giovanni Cosenza

Articoli Autore
Ti è piaciuto questo articolo?Condividilo con i tuoi contatti
WhatsAppFacebookX (Twitter)Telegram

Potrebbero interessarti anche

•
•
•
•

Magazine di Settembre - Arcangelo
Magazine Settembre 2026

Magazine di Settembre - Arcangelo

Sfoglia ora

Home
La Redazione
Speciali
Officina Volturno
Storia di Napoli a fumettiPremio "città di Castel Volturno"Informare con l'ArtePCTO nelle scuoleLavoro e Servizi
Inchieste
Video
Sostienici
I nostri sostenitori

Categorie

AttualitàAmbientePoliticaCulturaSpettacoloSocialeSportCastel VolturnoComunicati StampaPubblicazioni Scientifiche

Segnalazioni WhatsApp

Hai qualcosa da segnalarci?

Scrivici su WhatsApp. Tuteliamo l'anonimato e la riservatezza delle fonti.

Scrivici su WhatsApp

Seguici su:
Torna dopo 25 anni di stop il Giro di Campania: la presentazione a Palazzo Santa Lucia
  • APPROFONDIMENTI•
  • ATTUALITÀ

Torna dopo 25 anni di stop il Giro di Campania: la presentazione a Palazzo Santa Lucia

A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...

Davide Puzone•18/09/2026
Costiera Amalfitana in fiamme: gli incendi sono stati appiccati con ordigni
  • APPROFONDIMENTI•
  • ATTUALITÀ

Costiera Amalfitana in fiamme: gli incendi sono stati appiccati con ordigni

La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...

Ilaria Morlando•18/09/2026
Il Santo Patrono restituito alla città di Napoli: ultimato il restauro dell'edicola di San Gennaro
  • APPROFONDIMENTI•
  • ATTUALITÀ

Il Santo Patrono restituito alla città di Napoli: ultimato il restauro dell'edicola di San Gennaro

Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...

Mariafrancesca Cafarelli•18/09/2026
RUBRICA. Leggere che passione!
  • APPROFONDIMENTI•
  • CULTURA•
  • MAGAZINE SETTEMBRE 2026

RUBRICA. Leggere che passione!

Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...

Redazione Informare•18/09/2026