
Il Senato italiano sta valutando una svolta senza precedenti: permettere agli animali domestici, per ora solo cani e gatti, di accedere agli uffici di Palazzo Madama. I questori Roberto Nastri, Antonio De Poli e Giorgia Meloni si riuniranno presto per definire gli ultimi dettagli. L’obiettivo è trovare una formula che rispetti le esigenze di tutti. La direzione è chiara: la politica italiana sembra decisa a non voler rinunciare alla compagnia dei fedeli amici a quattro zampe, anche all’interno delle istituzioni.
Questa iniziativa, che forse a qualcuno potrebbe sembrare curiosa, non stupisce chi, come Luigi Molon, ha un legame profondo con il mondo degli animali e i loro proprietari, anche in ambito politico. Molon, 76 anni, è il proprietario di Casa Rosa, il cimitero per animali nella zona Portuense di Roma. L’unico in Italia ad avere l’autorizzazione per la sepoltura con tanto di nome e lapide. “Sono tanti i politici, anche senatori, che mi affidano i loro amati animali per una degna sepoltura,” racconta. “Solo ieri uno di loro è passato a trovare il suo compagno a quattro zampe, che riposa qui da un po’ di tempo.”
Negli ultimi anni, infatti, Casa Rosa è diventato il luogo di eterno riposo per i più affezionati amici degli esponenti politici. In tanti ritornano periodicamente, talvolta visibilmente commossi, per rendere omaggio ai propri animali. Un gesto privato che riflette un legame profondo, alimentato da ricordi e sentimenti duraturi. Molon, rispettando la privacy dei suoi clienti, non fa nomi, ma condivide un aneddoto curioso: “C’è un politico che ha seppellito qui ben 22 animali.”
Le sepolture di Casa Rosa vantano una storia lunga e suggestiva: la prima, infatti, risale al 1923, quando il padre di Molon, Antonio, all’epoca veterinario di Mussolini, tumulò la gallina del Duce, con cui giocavano i figli Romano, Vittorio e Bruno. In seguito, il cimitero ha accolto i cani della Casa Savoia e gli amati animali dei presidenti della Repubblica, come Leone, che riposa insieme ai suoi gatti, e Pertini, che lasciò lì il suo barboncino gigante, Trick.
Accanto ai tradizionali cani e gatti, a Casa Rosa hanno trovato sepoltura anche animali più insoliti, tra cui un leone e una tigre. “Un cliente mi portò un leone. Non so davvero come facesse a tenerlo in casa,” sorride Molon, ricordando l’episodio.
Con l’arrivo degli animali domestici anche in Senato, l’Italia si unisce a una tendenza globale che vede i pet entrare sempre più nel quotidiano delle persone, anche in luoghi una volta considerati inaccessibili per loro. Un cambiamento che riflette una crescente sensibilità verso gli animali, riconosciuti non solo come “animali da compagnia” ma come membri delle famiglie, a cui persino i rappresentanti delle istituzioni sono affezionati.
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