
Questo sabato a Parigi si è manifestato in onore della giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Il collettivo #NousToutes, insieme alle associazioni femministe e il sindacato Solidaires, ha organizzato il corteo nella capitale francese per protestare contro la violenza di genere.
Il corteo ha sfilato da Place de la Nation fino a Place de la République, raccogliendo quasi 50mila persone. Mentre a Roma le ragazze in piazza si sono vestite di fucsia, al corteo organizzato da Non una di meno, a Parigi il colore scelto è il viola. Anche in Francia, si è ricordato il recente omicidio di Giulia Cecchettin, studentessa ventiduenne uccisa dall’ex-fidanzato ritrovata il 18 novembre. La ferocia e violenza dell’omicidio ha scosso anche i media francesi, che hanno riportato la dichiarazione della sorella Elena: “per Giulia, bruciate tutto”.
Così, da Lille a Strasburgo, le manifestazioni sono state scandite dallo slogan “ras le viol!“, “basta violenze!”, e “je te croix!“, “io ti credo”. Tra i cartelli viola, anche tantissime bandiere della Palestina, per denunciare le violenze vissute dalle donne palestinesi a causa della guerra in corso: “le donne sono le prime vittime di guerra”. Diversi giovani si sono poi arrampicati sul Monumento della piazza, scrivendo “Free Palestine!”.
La prima indagine sulla violenza contro le donne negli stati membri dell”Unione Europea è stata condotta nel 2014 su circa 40mila donne. Nei 28 Paesi dell’UE, si stima che 1 donna su 3 abbia subito almeno una forma di violenza fisica o sessuale dall’età di 15 anni. Gli ultimi dati, risalenti al 2018, la definiscono come un’epidemia silenziosa: Grecia, Slovenia, Germania e Italia hanno registrato aumenti significativi di femminicidi dal 2019.
In tutta la Francia, lo scorso anno sono stati 118 femminicidi, una cifra rispondente al 2021. Secondo le associazioni femministe, ci sono stati 121 i femminicidi negli ultimi 11 mesi. La Francia registra un tasso allarmante di violenza, 1 femminicidio ogni 48 ore, superiore a quello italiano. Ancora, un’indagine pubblicata in Francia nel 2003 stima che circa 50.000 donne di età compresa tra i 20 ei 59 anni siano vittime di stupro ogni anno. Tuttavia, la segnalazione degli abusi alle autorità rimane bassa: per la violenza domestica, solo il 27% delle vittime denuncia alla polizia.
I manifestanti scesi in strada questo 25 novembre hanno dichiarato la necessità di un cambiamento strutturale, non solo nell’applicazione delle leggi esistenti ma chiedendo al governo ulteriori misure di prevenzione e protezione. Il Presidente francese Emmanuel Macron ha elencato le azioni già messe in atto, in particolare la creazione di una piattaforma digitale a supporto delle denunce di violenza e il numero di emergenza nazionale. Tuttavia, secondo le associazioni e i gruppi femministi è necessario implementare una politica globale contro la violenza di genere. La capogruppo nazionale di #NousTous Maëlle Lenoir e Sophie Binet, portavoce di Confédération Générale du Travail, hanno chiesto risorse finanziarie pari a 2 miliardi di euro, l’equivalente dell’imposta sul patrimonio che Macron ha abolito.
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