
Lunedì 25 novembre all’I.C. 57 San Giovanni Bosco di Ponticelli si è tenuta l’inaugurazione di una nuova biblioteca per bambini. “L’aula delle emozioni”, questo il nome del progetto, è stata ideata con il supporto di ScuolAttiva Onlus, il sostegno di Boeing e la partecipazione di Fondazione Libellula. Una sinergia di istituzioni che hanno creduto nel potenziale di una struttura fondamentale per i giovanissimi del quartiere e degli insegnanti, che tutti i giorni provano a rendere Ponticelli protagonista di storie e notizie positive.
«Finalmente è stato inaugurato un ambiente che tanto abbiamo voluto e che è stato possibile ottenere grazie alle associazioni che ci hanno aiutato». Esordisce così la preside Maria Giuseppa Dolce al momento di raccolta con i genitori degli alunni. La biblioteca, infatti, è stata realizzata con il contributo attivo dei piccoli studenti e dei loro genitori. Guidati dai volontari di ScuolAttiva Onlus e dai sostenitori di Boeing. «L’obiettivo è quello di creare una comunità che unisca insegnanti, genitori e ragazzi al territorio». Secondo la dirigente, infatti, è solo camminando tutti insieme che è possibile raggiungere una società in cui vige il rispetto verso sé stessi e il prossimo.
Il nome dell’aula non è un caso, è volutamente dedicata alle emozioni. Questo perché i progetti ad essa legati saranno essenziali per insegnare ai bambini ad identificare, capire ed esprimere i propri sentimenti. Come sostenuto da Marzia Scuderi di Fondazione Libellula, «la prevenzione è la base per educare i bambini e far sì che un domani quest’ultimi siano dei cittadini capaci di comprendere e vivere la cultura del rispetto».
All’inaugurazione ha presenziato anche Carlo Capasso, Vicepresidente della Commissione scuola della municipalità. «Vista la povertà sociale che sta vivendo il territorio, eventi del genere sono necessari per confermare il potere della cultura». Tuttavia, secondo Capasso «ciò che manca sul territorio è una regia unica che metta insieme tutte queste forze positive per dare valore alle azioni che vengono compiute. Mancando questa regia il rischio è che questi progetti non ricevano la continuità necessaria a contrastare fenomeni come la dispersione scolastica e la violenza giovanile».
Ciò che gli insegnanti dell’Istituto di Ponticelli e i genitori dei giovani alunni si augurano è un futuro in cui le emozioni vengano vissute in modo più vivido e sincero. Un futuro nel quale si è capaci di comprendere ciò di cui il territorio e chi lo abita hanno bisogno. Dove i ragazzi vengono ascoltati e dove ogni individuo è capace di riconoscere ed esternare pacificamente ciò che prova. Perché è solo comprendendo e amando sé stessi che si può essere pronti a voler bene a chi ci sta accanto.



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