
Notizia di quest’oggi la raffica di misure cautelari partite dal GIP del tribunale di Salerno, su richiesta della Procura, nei confronti di un gruppo criminale, nel quale sarebbero coinvolti anche datori di lavoro ed impiegati presso centri per l’impiego compiacenti. Gli indagati, attivi nella provincia di Salerno, avrebbero prodotto e presentato documentazione falsa utile a favorire, attraverso il decreto flussi ed emersione dal lavoro irregolare 2020, l’ingresso e la permanenza illegale nel territorio nazionale di cittadini extracomunitari.
In carcere Antonio Della Corte, di Salerno, e Ferdous Howlader, del Bangladesh; ai domiciliari Roberto De Cesare, Damiano Druella, Giovanna Pesticcio, Giuseppe Fabbiano, Vito Melillo, Carmine Memoli, Giovanna Castrignano, Raffaele Corbisiero, Cosimo Labrocca, Vito Della Corte, Vito Pesticcio; all’obbligo di dimora Bruno Ferracane, Anna Magliano, Bruno Scarparo.
Sono 16 in tutto gli indagati. 16 persone che avrebbero formato, tra gruppo criminale, datori di lavoro e centri di impiego un vero e proprio mercato di documenti falsi, attivo nella Piana del Sele ad Eboli, Salerno, che si nutriva grazie al meccanismo creato dal Decreto Flussi. Sarebbero state rilevate almeno 240 pratiche relative al flusso stagionale 2020, di cui 44 per l’emersione dal lavoro 2020 nonché una per ricongiungimento familiare. Tutte finalizzate, ipotizzano gli inquirenti, per il rilascio del relativo permesso di soggiorno, rilasciato in 9 casi. La “pratica” veniva a costare 3mila euro, di cui 1.300 richiesti al datore di lavoro, nonché altri 1.500 euro pro capite relativa ai flussi stagionali.
Non è la prima volta che si crea un mercato del genere – un anno fa ne fu scovato uno a Padova – e non sarà di certo l’ultimo. Non sembra essere neanche un problema sonosciuto alle compagini del governo, dato che la stessa Meloni parlava di truffe della criminalità organizzata legate al decretto flussi che favorivano la legalizzazione di immigrati clandestini sotto compenso di denaro.
Peccato che il focus della denuncia della Meloni fosse incentrato sulla demonizzazione solita dell’immigrazione incontrollata, e non ad un sistema, quello del Decreto Flussi, volto un po’ troppo a favorire questo tipo di mercati.
Il punto forse è proprio questo. Un meccanismo così defettibile, che lascia spazio ad organizzazioni criminali di tal tipo, sembra essere il volto di una sistema che da una parte vitupera l’immigrazione in ogni modo, dall’altra è la prima che ne usufruisce per racimolare soldi sporchi, quelli dove troppo spesso lo Stato si gira consapevolmente dall’altra parte. Forse perchè, come accennato prima, è una doppia vittoria per la Meloni: i furbetti italiani che piacciono alla destra ne godono, e lei può fieramente additare la colpa agli immigrati.
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