
L’11 settembre il Consiglio comunale ha approvato il progetto
Nel bel mezzo di ritardi, emergenze e difficoltà una delle Case di Comunità in programma in Campania sarà inaugurata a Villaricca. Il progetto fa anch’esso parte della Mission 6 del PNRR ed è stato approvato dal Consiglio Comunale lo scorso 11 settembre. Secondo quanto appreso da Informare, la CdC sorgerà in Corso Italia, nei pressi del cimitero, su un terreno di proprietà dell’Asl e all’interno di una struttura a due piani che in realtà ospiterà anche un Ospedale di Comunità. CdC e OdC hanno formalmente due organizzazioni diverse, ma offrono alcuni servizi simili che i cittadini dell’intera area Nord di Napoli potranno richiedere, visto che quello di Villaricca sarà l’unico presidio del genere in questa porzione di territorio.
Gli altri più vicini si trovano ad Arzano, attualmente in fase di “ristrutturazione pesante” per il rafforzamento dell’assistenza intermedia, e a Bacoli, inaugurato da poco. Così come tutte le altre Case e Ospedali di comunità in tutta Italia, anche quelli di Villaricca dovrebbero essere ultimati entro il mese di giugno del 2026, come da accordi PNRR. Probabilmente verrà richiesta anche in questo caso una proroga per il tempo ristretto a disposizione, e sarà importante rendicontare i lavori per non correre il rischio di un definanziamento. Ma il primo passo è stato compiuto, e l’auspicio è che nel più breve tempo possibile i cittadini potranno accedere ai servizi offerti.
Vincenzo Di Rosa, consigliere comunale, ha raccontato ai nostri microfoni che «su indirizzo del prof. Moccia, che ha redatto il PUC, l’ufficio tecnico specifico del Comune ha consigliato di predisporre uno schema di convenzione con l’Asl di riferimento, non dovuto ma utile, che regolerà i rapporti futuri per quanto riguarda il bene che sorgerà», approvato sempre l’11 settembre. Come specificato da Di Rosa, «è l’Asl a dover effettuare tutti gli interventi, perché nella versione originaria dello schema di convenzione alcune cose erano poco chiare esponendo il Comune ad alcuni oneri, come ad esempio ai danni arrecati alla struttura».
Oggi, sulla superficie che dovrà ospitare l’immobile, c’è poco o nulla, in un’area che l’Asl ha acquisito per fornire prestazioni sanitarie. Al momento l’unico modo per accedere alla struttura è da Corso Italia. «Grazie al lavoro svolto in commissione, abbiamo chiesto la realizzazione di una strada alternativa, circa 80 metri con sottoservizi e servizi aggiuntivi, come la videosorveglianza. Il nuovo tratto di strada con sbocco su via della Libertà permetterà di raggiungere facilmente la circumvallazione esterna e contribuirà alla decongestione del traffico veicolare» puntualizza Di Rosa. L’obiettivo è creare un collegamento per alleggerire l’uscita verso Giugliano e Qualiano, evitando ingorghi che ostacolerebbero anche il transito delle autoambulanze.
Dopo l’approvazione del progetto e dello schema di convenzione, il prossimo step sarà l’avvio dei lavori, su cui però non ci sono ancora date precise e notizie. «Il Comune non è responsabile dell’esecuzione. Anche sui costi, all’interno della convenzione abbiamo specificato che eventuali oneri non sono a carico del Comune. Risponde esclusivamente l’Azienda sanitaria, e questo ci tutela da spese potenziali» conclude il consigliere. Il progetto è stato abbracciato sia dalla maggioranza che dall’opposizione, spesso divise su altri temi. Ma, data l’importanza dell’opera durante il periodo storico odierno, non poteva essere altrimenti.
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