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Aaron Swartz: l'eredità del programmatore e attivista che ha cambiato Internet

Sara Marseglia
Sara MarsegliaRedazione Informare
15 gennaio 20235 min di lettura

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Aaron Swartz: l'eredità del programmatore e attivista che ha cambiato Internet

Indice (4)

  • 1I progetti della vita di Aaron Swartz con Internet: Creative Commons e Reddit
  • 2Aaron Swartz e Internet: da programmatore ad attivista
  • 3Dal processo al suicidio: martire per il libero accesso alle fonti?
  • 4Come il lavoro di Aaron Swartz ha impattato sull’informazione digitale di oggi

Classe 1986, Aaron Swartz è stato senza dubbio uno dei personaggi più influenti nello sviluppo di Internet nel primo decennio del Duemila. Grazie a lui l’informazione digitale di oggi ha conosciuto una fase di fondamentale dibattito. Figlio di uno sviluppatore di software, sin da piccolo ha avuto la possibilità di interagire con i computer, come molti della sua generazione. Ma da vero e proprio enfant prodige, invece di limitarsi navigare in rete, ha usato il suo tempo e le sue capacità per influenzarne lo sviluppo.

Swartz è stato infatti un programmatore, progettista, attivista e hacker di fama mondiale, inserito nella Internet Hall of Fame. La sua idea di web era semplice: un luogo global con accesso gratuito alle fonti. Nel perseguire questo obiettivo, però, Swartz si scontrò col sistema giudiziario statunitense che non lo incriminò mai completamente. Tuttavia la pressione continua vissuta dal ventisettenne lo portò a compiere un gesto estremo: l’11 gennaio del 2013 Swartz si suicidò.

I progetti della vita di Aaron Swartz con Internet: Creative Commons e Reddit

La vita di Swartz è stata segnata da una sconfinata e precoce creatività. A soli 14 anni, si ritrovò ad essere coautore della tecnologia RSS, che permette di “essere aggiornati su nuovi articoli o commenti pubblicati nei siti di interesse senza doverli visitare manualmente a uno a uno”. Iniziò poi a collaborare alla creazione dei Creative Commons, cioè “opere dell’ingegno disponibili alla condivisione e all’utilizzo pubblico in maniera legale”. Abbandonata l’Università, si ritrovò poi a sviluppare il sito Reddit, forum di intrattenimento e news. Nel 2007 ancora, fu tra i fondatori dell‘Open Library, libreria digitale dell’Internet Archive, ospitante informazioni e un servizio di ebook.

Aaron Swartz e Internet: da programmatore ad attivista

Sulla soglia dei vent’anni, il rapporto che Aaron iniziò a sviluppare con Internet divenne sempre più complesso. La sua tendenza a mettere in dubbio la realtà e a considerare la conoscenza come qualcosa di provvisorio lo portarono ad essere una delle voci più lucide del dibattito del primo Internet. Fu così che iniziò la sua riflessione sul diritto delle persone al libero accesso al sapere scientifico. Le suddette idee confluirono nel Guerrilla Open Access Manifesto, che ben rappresenta i valori di Swaartz:

L’informazione è potere. Ma come con ogni tipo di potere, ci sono quelli che se ne vogliono
impadronire. L’intero patrimonio scientifico e culturale, pubblicato nel corso dei secoli in libri e riviste, è
sempre più digitalizzato e tenuto sottochiave da una manciata di società private

(Introduzione del “Guerrilla Open Access”)

Dal processo al suicidio: martire per il libero accesso alle fonti?

Nella sua attività di attivista, era inevitabile per Swartz scontrarsi, prima o poi, con poteri maggiori di lui. Nel luglio 2007, collegandosi a un computer del MIT (Massachusetts Institute of Technology), scaricò 5 milioni di articoli accademici protetti dal copyright del sito web JSTOR, come protesta all’enorme lucro degli editors nel settore della ricerca. Così fu condannato per frode, furto di dati da un computer e suo danneggiamento, ai sensi del Computer Fraud and Abuse Act. Definita da molti come una legge oppressiva, era stata attaccata dallo stesso Swartz che sosteneva ledesse il diritto all’accesso all’informazione.

Tuttavia le sue ragioni non furono ascoltate e i servizi segreti statunitensi iniziarono a stargli col fiato sul collo. Al momento del suicidio era potenzialmente esposto ad una condanna a 35 anni di carcere e ad una multa di circa un milione di dollari. Sebbene la narrazione successiva alla sua morte l’abbia dipinto come un eroe e un martire, non c’è nulla di poetico nella sua morte. Swaartz è stato vittima di un sistema che tentava di applicare una pena sproporzionata a un crimine istituito da una legge poco flessibile e verosimile.

Come il lavoro di Aaron Swartz ha impattato sull’informazione digitale di oggi

“Avrebbe potuto essere Zuckenberg, ma non ha mai deciso di essere un magnate” sono queste le parole del fratello di Aaron. Nella scelta tra possedere i domini online e renderli usufruibili e aperti, Swartz scelse sempre la seconda. Utilizzò le sue capacità e la sua voglia di cambiamento per creare un Internet che fosse a disposizione delle persone. La sua tragica fine non portò mai ad una vera e propria riforma del Computer Fraud and Abuse act, la giurisprudenza servì a modificarlo sensibilmente nella sua applicazione.

In questi dieci anni internet è andato in numerose altre direzioni: le grandi corporation hanno reso il loro monopolio più forte e hanno inglobato sempre più ambiti ed interessi. Nessuna di queste, però, prende in considerazione i valori da lui promossi nelle proprie agende. Ciò non fa altro che portare a riflettere su quanto le battaglie dell’informazione digitale di oggi avrebbero potuto beneficiare della sua azione. E soprattutto sull’inutilità della sua morte. Lawrence Lessing affermò infatti che “la domanda a cui questo governo deve rispondere è se era necessario che Aaron Swartz fosse additato come criminale”.

Tags
  • #aaron swartz
  • #informazione
  • #internet
  • #reddit
Sara Marseglia
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