
Due cappelle votive da demolire a Scampia, Napoli: due gocce rispetto al mare di interventi e casi da evidenziare, riguardo al tema dell’abusivismo edilizio. Secondo un’ottica generale, l’abusivismo è un fenomeno estremamente diffuso e pervasivo, a partire dalle abitazioni fino ad arrivare ai cantieri.
Le due disposizioni del Comune di Napoli riguardano due costruzioni situate a Via Ernesto Rossi e Via Pietro Germi. Entrambi i sopralluoghi sono stati svolti il 17 novembre 2025 ed hanno accertato la violazione delle norme di urbanistica da parte di ignoti. Nel primo caso la costruzione è di 20,00 mq; nel secondo di 16,00 mq. Nel dettaglio, in entrambe sono state eseguite opere di finitura e impiantistica e l’installazione di elementi di arredo quali fioriere, altarini e statue. Sempre a Napoli, al Vomero, in Via Belvedere è stata sequestrata un’officina meccanica.
Ma anche nelle province sono stati segnalati altri casi di abusivismo edilizio segnalati nell’ultimo mese, come ad esempio un cantiere attivo a Marigliano. In questo caso la denuncia è stata rivolta ad un noto imprenditore locale, in seguito agli interventi della Polizia Locale guidata dal comandante Emiliano Nacar. Ancora, a Torre del Greco, sono state abbattute una serie di opere site nella traversa Garzilli, compresa nell’area protetta del parco nazionale del Vesuvio, e un’abitazione in via Traversa Montedoro con molteplici irregolarità segnalate. In questi due casi, si è arrivati alla demolizione dopo sentenze risalenti al 2003-2006 e del 2011. Ad aggravare la situazione, entrambe costruite nella zona rossa, quindi ad alto rischio vulcanico.
D’altronde, la Campania, secondo i dati elaborati da Cresme (Centro ricerche economiche sociologiche e di mercato nell’edilizia) e Istat nel “Rapporto Bes” (benessere equo e sostenibile) aggiornati al 2024, è la terza regione per tasso di abusivismo in Italia con il 50,2 ogni cento nuove edificazioni. Non solo, la Campania è la regione dei record: rispetto al totale di ordinanze di demolizioni emesse tra il 2004 e il 2022, solo il 13,1 % sono state realmente eseguite. Ancora, sempre per quest’arco temporale, è stata aperta per abusivismo una pratica ogni 236,6 abitanti.
Ma questo non è un fenomeno nato ieri. Si è sviluppato soprattutto tra gli anni ’50 e ’60, in seguito alla rapida industrializzazione. E in Italia, ha visto come soluzione designata quasi unicamente i condoni. Che però, ricordiamolo, non aiutano, piuttosto deresponsabilizzano e premiano chi continua a violare la legge, mettendo a rischio vite e ambiente.
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