
Si dice che i lieto fine esistano solo nelle favole. Eppure ci abbiamo sperato, tanto. È così, che è andata: come nelle favole. Dries Mertens, per il popolo ‘Ciro’, lascia Napoli e lo fa nel modo che meno ci aspettavamo. Perché alla fine lui è sempre stato così: capitano di popolo, emblema fiero della napoletanità. Un figlio di Napoli, nato per caso a Lovanio, in Belgio. È stato amore a prima vista quello fra Dries e la bella Partenope, un amore di quelli profondi, sinceri. Ma come tutti gli amori sinceri è anche questo terminato. Dopo 9 lunghi anni in azzurro, dopo tante esultanze e tante gag, dopo 397 presenza con la maglia azzurra e 148 gol, Dries Mertens lascia il Napoli da migliore marcatore della sua storia.
Quella di Mertens è una storia che parte da lontano: è il 2013 quando il Napoli lo preleva dal PSV Eindhoven per una cifra intorno ai 10 milioni. Era un Napoli in totale rivoluzione quello, sedeva sulla panchina Rafa Benitez ed arrivavano in rosa tanti nuovi calciatori come Gonzalo Higuaín, Josè Callèjon, Pepe Reina e tanti altri. Era un Napoli in totale rivoluzione e l’allora d.s. Bigon scelse come vice Insigne un giovane ragazzo belga che tanto filo da torcere aveva dato al Napoli in Europa League. L’arrivo del folletto belga non entusiasma i tifosi del Napoli che desideravano un nome di maggiore spessore. Anche molti addetti ai lavori ai tempi ebbero molto da ridire circa l’arrivo dell’esterno al Napoli. Emblematica fu la dichiarazione: «Io sono molto molto preoccupato: è un giocatore normalissimo. Lo dico oggi, 17 giugno 2013 , che non farà più di 8 partite nel Napoli».
Il destino sa essere, alle volte, ironico. Mertens arriva così a Napoli, nello sconforto generale e già alla prima stagione mette a segno 11 gol in campionato e sigla il 3-1 in finale di Coppa Italia contro la Fiorentina, regalando il trofeo al Napoli.
Per aspettare la definitiva consacrazione di Mertens dobbiamo però attendere l’arrivo a Napoli di Maurizio Sarri che, il quale dopo aver trasformato in un gioiello Gonzalo Higuain al suo primo anno in azzurro, trova nella stagione 2016/17 il suo più grande colpo di genio.
Dopo l’addio amaro di Higuain alla Juventus e l’infortunio, il primo di tanti, del nuovo acquisto Arkadiusz Milik, il tecnico di Figline pensa di affidare proprio a Mertens le chiavi dell’attacco. Il piccolo “Ciro” si reinventa così ‘falso nueve’ e si trasforma in un attaccante infermabile.
Alla prima stagione nel suo nuovo ruolo, Mertens mette a segno ben 28 centri in campionato e 5 in Champions League. Con il piccolo ragazzo di Lovanio si crea cosí un formidabile tridente ‘leggero’, con Insigne e Callejon, che nel 2018 tocca la vertiginosa soglia dei 91 punti sfiorando il sogno Scudetto.
Dries Mertens entra nella storia del Napoli e lo fa a modo suo: segnando, sempre, e nei modi più spettacolari. Il nuovo ruolo in campo, disegnatogli addosso da Maurizio Sarri lo rende un cecchino infallibile che nel giro di poche stagioni lo porta sull’Olimpo della storia napoletana: Mertens supera Diego Armando Maradona e si consacra come miglior realizzatore della storia del Napoli con 148 reti in tutte le competizioni.
Purtroppo i lieto fine esistono solo nella favole ed il tempo, inesorabile, scorre via per tutti. I primi acciacchi per il fantasista belga iniziano a farsi sentire ed il pesante ingaggio inizia ad entrare in conflitto con la nuova linea della dirigenza azzurra. Tutti meritano un lieto fine, come nelle favole, ma la realtà sa, alcune volte, essere brutale. Dries Mertens non riesce a trovare un accordo con il presidente De Laurentiis ed è così costretto, dopo 9 anni, ad andare via Napoli e cercare una nuova destinazione.
«Quando il tifoso mi dice “Perché non tieni Mertens?”, io posso rispondere solo una cosa: Mertens si è proposto per un altro anno, perché sa di avere 35 anni e poi deve ritirarsi. Se anche lui ne fa una questione solo di vil denaro allora io poi devo rifiutare. Se io dovessi pagare una cifra sproporzionata a Mertens, mancherebbe nel budget previsionale del prossimo campionato quanto serve per prendere dei calciatori più giovani», dice il patron del Napoli ADL.
Poi ancora: «Io gli ho offerto 4,5 milioni lordi e lui ha rifiutato. Allora l’ho ringraziato: grazie a lui, così come al figlio Ciro e alla moglie, per tutto quello ci ha dato in questi anni e per tutti gli straordinari gol realizzati. Noi però non possiamo andare contro la nostra capacità, devo comprare dei calciatori giovani che rappresentino il Napoli per le prossime stagioni».
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