
Al termine di una stagione avvincente in Serie B Nazionale, la Paperdi Juvecaserta 2021 ha raggiunto il sogno: la promozione in Serie A2. La squadra campione d’Italia nel 1990/91 torna ad essere una delle piazze cestistiche più importanti del panorama italiano. Dopo il fallimento nel 2021, la risalita è stata segnata dall’umiltà e dalla volontà di costruire qualcosa passo dopo passo.

Nella stagione regolare la squadra aveva già dimostrato di saper competere ad alti livelli, chiudendo al 2° posto: non a caso, al termine della stessa sono stati premiati il capitano Mimmo D’Argenzio come MVP italiano e il pivot Matej Radunic come MVP straniero. Poi i playoff: due vittorie in gara 5 ai quarti (contro Montecatini) e in semifinale (contro Orzinuovi), e infine la promozione festeggiata in casa con la vittoria di gara 4 in finale contro Vigevano. Abbiamo raccolto le parole dei protagonisti: il presidente Francesco Farinaro, coach Lino Lardo e il capitano Mimmo D’Argenzio.


«Siamo subentrati nel settembre 2020 nella Juvecaserta Academy, l’unico pezzo rimasto in vita della società dopo il fallimento, che si occupava sostanzialmente del settore giovanile. Io sono originario di Caserta e ho sempre pensato che il mondo cestistico bianconero fosse un valore simbolico molto importante per il territorio: uno dei pochi simboli positivi. Decidemmo di fare questo percorso partendo dal basso, volendo dare un segnale di umiltà. Avremmo potuto comprare qualche titolo di categoria superiore, ma siamo partiti dalla C Silver, dai campionati regionali, giocando contro Secondigliano, Mugnano, Roccarainola. Qualcuno ci prendeva in giro. Ma io volevo costruire le basi passo dopo passo».
«La Juvecaserta è nel DNA dei casertani, qualcosa di insito. La Caserta degli anni ‘80’90 era la prima provincia del Mezzogiorno per reddito pro capite; poi gli anni sono passati e anche il club ha subìto le problematiche sociali ed economiche del territorio. Era necessario ridare voce a un percorso virtuoso, basato su fondamenta aziendali solide che potessero crescere nel tempo. Era impossibile ripartire da categorie superiori, anche data l’assenza del PalaMaggiò».
«Assolutamente sì. Sapevamo di aver fatto un buon lavoro in estate, ma non avevamo la certezza di arrivare in cima. È successo perché sono stati scelti innanzitutto uomini, sotto il profilo umano prima che tecnico, capaci di sposare la piazza e il calore del pubblico casertano – mi riferisco a coach Lino Lardo e al dirigente Vittorio Di Donato. Via via la squadra ha acquisito sicurezza e il pubblico è stato importantissimo: nel mese di novembre abbiamo fatto sempre soldout. Società, squadra e tifosi erano un unico corpo, e questa squadra ha dimostrato di non aver paura di nulla».
«Vedere il PalaPiccolo stracolmo, e ancor prima la notte trascorsa dai tifosi in coda per il botteghino prima di gara 4. I giocatori non credevano ai loro occhi: non è una cosa così comune nemmeno nelle piazze di A1. Le migliaia di persone in piazza, i festeggiamenti al Macrico e al Palazzetto. Un pubblico caldo ma corretto: non è successo nulla né dentro né fuori dal campo. È un grande popolo, quello bianconero».
«Nel breve possiamo ipotizzare l’allargamento del PalaPiccolo, abbattendo le due curve per recuperare qualche centinaio di posti. Sul lungo periodo, l’obiettivo è un palasport polivalente e moderno, possibilmente in centro. Il Macrico e il PalaMaggiò sono sogni, ma vanno perseguiti: se non hai una visione non puoi iniziare un percorso. Quanto alla stagione successiva, coach Lardo resta, ha due anni di contratto. L’anno prossimo l’obiettivo è salvarsi in A2, con la stessa umiltà con cui abbiamo sempre lavorato».
«Non ho aspettato neanche un attimo. Avendo un po› di capelli bianchi conoscevo benissimo la storia di questa piazza e cosa significasse la Juvecaserta per questa città. La sfida più importante era riportare Caserta nel basket che conta».
«Ci sono stati step importanti durante la stagione. Uno fu la sconfitta contro la Virtus Roma: venivamo da un filotto importante e aver incassato quel ko per poi ripartire subito mi fece ben sperare. Altri snodi fondamentali furono le vittorie contro Latina e Livorno».
«Abbiamo affrontato tre squadre fortissime, su tutte Montecatini. Ma avevamo la maturità di saperci adattare a partita in corso, gestendo bene le lunghe trasferte e le gare ogni due giorni. I giocatori hanno fatto il resto: questo gruppo mi ha fatto divertire. Affrontavano ogni difficoltà con grande abnegazione, ma non mancavano mai i momenti leggeri nello spogliatoio, al ritorno dalle trasferte. Il lato umano è stato fondamentale per questa vittoria».
«L’A2 è un campionato importante anche al livello di costi. Come primo anno l’obiettivo primario sarà quello di mantenere la categoria. Quanto al mio futuro personale, sarei felice di continuare il percorso con questa squadra per dare quante più soddisfazioni possibili a questa piazza».

«Dalla prima volta in cui sono entrato in un palazzetto. L’anno scorso firmai prima ancora di sapere se fossimo ripescati in B1 o dovessimo fare la B2. Il presidente mi spiegò il progetto e mi convinse, ma giocare per la mia città era un obiettivo che avevo da bambino».
«Per carattere sono abbastanza deciso ed ero convinto che potevamo fare qualcosa di grande, quindi non mi sono mai abbattuto nei momenti difficili – come la pesante sconfitta contro la Virtus Roma. I tifosi hanno avuto un impatto enorme: il soldout dopo quella sconfitta ci aiutò a tranquillizzarci e a ritrovare la rotta».
«Subito dopo il fischio finale non sono riuscito ancora a metabolizzare tutto. Quando siamo usciti a salutare i tifosi ho fatto il mio show. Mi tatuerò lo stemma della Juvecaserta con l’immagine stilizzata dei festeggiamenti. Il senso di appartenenza, che ho cercato di trasmettere anche ai compagni, è stata un’arma in più: se tu dai tutto, questa gente ti dà tutto».
«Rimarrò a Caserta. L’anno prossimo sarà più complicato anche sul piano emotivo: arriveranno più sconfitte e dovremo essere pronti ad accettarle. L’obiettivo è la salvezza, rosicchiando punti soprattutto sfruttando il fattore campo. Il mio sogno è giocare l’A2 al PalaMaggiò, dove sono cresciuto».
Leggi anche: INTERVISTA. Mimmo D’Argenzio: “Il mio sogno non era l’NBA, ma la JuveCaserta”
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...