
Alle 7:35 di questa mattina, Papa Francesco, al secolo Jorge Mario Bergoglio, ha concluso il suo pellegrinaggio terreno all’età di 88 anni. Quel gesuita argentino che nel 2013 sorprese il mondo scegliendo il nome di Francesco, in omaggio al poverello di Assisi, ha ora raggiunto il Padre dopo una lunga malattia affrontata con quella stessa sobrietà che ha caratterizzato ogni istante del suo pontificato.
La notizia, annunciata con voce rotta dal cardinale Kevin Farrell, ha fatto il giro del mondo in pochi minuti. In Piazza San Pietro, dove aveva impartito la benedizione pasquale con voce flebile, i fedeli si sono radunati spontaneamente. “Sapevamo che era gravemente malato”, racconta una suora missionaria con le lacrime agli occhi, “ma vedere che ieri riusciva ancora a benedirci dalla papamobile ci aveva dato speranza. Voleva arrivare a questo Giubileo, era il suo testamento spirituale”.
Il pontificato di Bergoglio ha rappresentato una rivoluzione silenziosa ma radicale. Quell’uomo venuto “quasi dalla fine del mondo”, come si definì la sera della sua elezione, ha saputo portare il vento del Cono Sud nella millenaria istituzione vaticana. La sua Chiesa non aveva confini né etichette: nelle periferie esistenziali trovava la sua cattedrale, nei volti segnati dalla povertà riconosceva il volto di Cristo. Quella famosa scena del 2019, quando baciò i piedi gonfi dei migranti sudanesi, rimarrà scolpita nella memoria collettiva come sintesi perfetta del suo ministero.
“Laudato si'”, la sua enciclica più celebre, ha segnato una svolta epocale. Per la prima volta un documento pontificio affrontava con tanta radicalità la crisi ecologica, legando indissolubilmente la cura del creato alla giustizia sociale. “Niente di questo mondo ci è indifferente”, scriveva Francesco, in un appello che superava i confini della comunità cattolica per diventare patrimonio dell’intera umanità. Le sue parole sul “grido della terra e il grido dei poveri” risuonano oggi con drammatica attualità, mentre il pianeta affronta crisi climatiche sempre più violente.
Ma la rivoluzione di Francesco non si è limitata all’ecologia. Quell'”Andate, riparate la mia casa” che sentì nel cuore al momento della sua elezione lo ha spinto a riformare la Curia con coraggio inaudito. Dai nuovi regolamenti contro gli abusi alla trasparenza finanziaria, dalla decentralizzazione del potere alla creazione di ministeri dedicati ai laici, ogni cambiamento rispondeva a un’unica stella polare: restituire alla Chiesa il volto materno di comunità accogliente, non quello di istituzione giudicante.
Mentre i cardinali si preparano al Conclave, il mondo intero si interroga: chi potrà raccogliere questa eredità così unica? Francesco lascia una Chiesa profondamente trasformata, più consapevole della sua missione verso i poveri, più attenta alla custodia del creato, più aperta al dialogo. Ma soprattutto lascia un esempio di vita che parla più di mille documenti: quella semplicità disarmante che lo portava a rifiutare simboli di potere, quelle telefonate a sorpresa ai fedeli in difficoltà, quella capacità di commuoversi davanti alla sofferenza.
Forse il suo più grande insegnamento è racchiuso in una frase pronunciata durante un’udienza generale: “Dio non si stanca mai di perdonare, siamo noi che ci stanchiamo di chiedere misericordia”. In questo tempo di lutto, mentre Roma si prepara a dare l’ultimo saluto al Papa venuto dalla fine del mondo, queste parole risuonano come un testamento spirituale per tutta l’umanità. Un invito a costruire ponti invece che muri, a preferire la tenerezza alla durezza, a riconoscere in ogni volto sofferente il volto di Cristo.
Papa Francesco è morto: il Pontefice aveva 88 anni. Jorge Mario Bergoglio, nato il 17 dicembre 1936 a Buenos Aires, in Argentina, è stato il 266esimo Papa della Chiesa cattolica. Durante il suo pontificato ha portato avanti diverse riforme e molti dei suoi messaggi – dal clima ai migranti, fino ai vaccini – sono entrati nella storia. La morte del Santo Padre è stata annunciata dal cardinale Kevin Farrell con queste parole: “Carissimi fratelli e sorelle, con profondo dolore devo annunciare la morte di nostro Santo Padre Francesco.
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